domenica 14 aprile 2019

“ FOCUS sul “ PIANETA MENOPAUSA “: Ciò che è giusto sapere....e Ciò che non serve sapere. Focus on : the MENOPAUSA PLANET. What is RIGHT to KNOW and What YOU DON’T NEED to KNOW


Focus on : the MENOPAUSA PLANET.  What is RIGHT to KNOW  and What YOU DON’T NEED to KNOW



Vogliamo innanzitutto ricordare alla gentile “ platea femminile “ che :  La MENOPAUSA NON È una MALATTIA, ma un periodo della vita della donna in cui avvengono molti cambiamenti,, che come tali, possono portare novità e quindi anche APPRENSIONE.

Non si tratta quindi di una “ TRASFORMAZIONE “da un giorno all’altro, e , d’altro canto, molte donne NON AVVERTONO ALCUN CAMBIAMENTO, altre invece manifestano segni premonitori quali : IRREGOLARITÀ del CICLO, ( inizialmente mestruazioni molto ravvicinate (Polimenorrea) per poi arrivare a periodi di assenza mestruale fino alla sospensione totale( AMENORREA secondaria ).

D) come comportarsi quando compaiono questi piccoli segnali? 
  
R) va detto che occorre prestare certamente un po’ di attenzione: intanto non  è detto che si vada in MENOPAUSA alla stessa età ,  di certo non è una cosa automatica. È utile quindi proporre un controllo ormonale soprattutto dell’ormone AMH( antimulleriano ) in fase di PRE-MENOPAUSA, che valuta la cosiddetta” RISERVA OVARICA FOLLICOLARE, unitamente a un dosaggio del  FSH( ormone follicolo - stimolante prodotto dall’ipofisi ) che con la drastica caduta di  ESTROGENI da parte delle OVAIE, tende a salire inesorabilmente.  

D) E quali sono i sintomi più precoci fastidiosi della PRE-MENOPAUSA?

R)   Tra i sintomi più precoci vogliamo ricordare: la “riduzione della qualità” del SONNO che diventa via via più leggero con difficoltà addormenta attive, risvegli frequenti spesso associati a VAMPATE di CALORE  notturne ( HOT FLUSHES ). Ecco che quindi tali disturbi del sonno spesso comportano un maggiore IRRITABILITÀ , un aumento dell’ANSIA , una maggior difficoltà ATTENTIVA , di CONCENTRAZIONE , della. MEMORIA.

D)   cosa possiamo consigliare allora  per questi sintomi ?       

R)   Abbiamo  varie possibilità di rimedio: 
1)  consigliamo di EVITARE CENE ABBONDANTI , CIBI DOLCI& VINO eccessivo  ALLA SERA. ( salvo una tantum).     
2) Ridurre o addirittura EVITARE l’attività fisica SERALE , laddove è consigliabile SEMPRE  una costante attività fisica durante la giornata (vedi precedenti articoli pubblicati).

Qualora questi accorgimenti non fossero sufficienti, possiamo venire in aiuto alla Donna  con la terapia Medica che  va comunque fatta se possibile “ad personam” ( taylored ). 
Un altro sintomo. ahimè  più penalizzante, è rappresentato dalla tendenza  progressiva ad AUMENTARE di 
PESO.  

D)  quali cause sarebbero implicati in questo frangente ?    

R)  vogliamo ricordare che con l’arrivo della MENOPAUSA e i MUTAMENTI ORMONALI correlati, si assiste a un RALLENTATO  METABOLISMO, essenzialmente correlato a una diminuzione della “stimolazione di alcuni CENTRI CEREBRALI IPOTALAMICI che controllano  i “ cosiddetti BIORITMI”( centro fame-sazietà, termoregolazione ) : in sintesi l ‘ IPOTALAMO è quella grande CENTRALE di REGOLAZIONE detta NEUROVEGETATIVA, che purtroppo NON è modificabile dalla volontà.

Non essendo modificabile dalla volontà, essa va in automatico, per cui parliamo di SISTEMA NERVOSO AUTONOMO, cioè in pratica , che va avanti “da solo”. Abbiamo poi, unaltro grande SISTEMA CEREBRALE , quello LIMBICO,Chi ha collegamenti con tutto il resto del cervello, e che è  il centro principale della VITA AFFETTIVA.   

D ) quali , in questi casi , i riflessi sui DISTURBI ANSIOSO-DEPRESSIVI?   

R)   In questi casi sui problemi EMOZIONALI& PSICOAFFETTIVI ,  abbiamo varie teorie: una delle più accreditate mette in rapporto il DEFICIT di ESTROGENI , e quindi sarebbe diretto in rapporto di causa tra menopausa e suoi sintomi. Noi sappiamo che gli ESTROGENI determinerebbero un aumento della BIODISPONIBILITA’  della SEROTONINA, la cui diminuìzione si correla con la comparsa di sintomi DEPRESSIVI; Ecco che allora una definizione estrogenica viene considerata responsabile di fattori depressivi. Una seconda teoria dice: qui ci  sarebbe il cosiddetto EFFETTO DOMINO : qualora le vampate di calore durante la notte n e determinano  un risveglio precocissimi ecco che allora  i DISTURBI del SONNO,  possono in seconda battuta determinare anche DISTURBI dell’UMORE.

D) qual è quindi ,in buona sostanza, il RIFLESSO IMPLICATIVO sulla DONNA ?        

R) significa che la donna con vampate di calore ha una MAGGIORE  PROBABILITA’  di sviluppare DISTURBI AFFETTIVI, quali ansia e depressione,e, nel medio e lungo termine, decisamente più vulnerabile alla “malattia di Alzheimer”. Tutto ciò detto, comporta una modificazione del CRITERIO di VALUTAZIONE delle VAMPATE di CALORE, non  più quindi semplici sintomi da sottovalutare, bensì considerarle come una spia per un AUMENTATO RISCHIO.  di ulteriori patologie.

Vogliamo riprendere un attimo quello detto prima riguardante l’AUMENTO di PESO: le donne soprattutto quelle in sovrappeso già prima della menopausa, devono orientarsi decisamente verso una SANA ALIMENTAZIONE e sull’importanza di un’ATTIVITA’ FISICA COSTANTE.. Va  inoltre detto che l’alterazione del sonno determina una “ reazione neurologica”  che stimola l’appetito.

D) cosa dire riguardo la TERAPIA ORONALE SOSTITUTA ( TOS ) in menopausa?   

R)   Ho detto chiaramente che NON TUTTE  le donne necessitiamo del Trattamento ormonale sostitutivo . Qualora sia necessaria, è importante stabilire prima di tutto se esistono controindicazioni a tale terapia sostitutiva.
Tale terapia andrebbe comunque riservata alle donne che presentano i SINTOMI SPECIFICI  della carenza estrogenica.  

D ) quali sarebbero fondamentalmente vantaggi di tale terapia sostitutiva( TOS )?  

R )  1)  una migliore qualità di vita e la PREVENZIONE di alcuni “ deficit  quali l’OSTEOPOROSI& le MALATTIE NEUROLOGICHE DEGENARATIVE. D’altro canto, I rischi di patologia tumorale( neoplastica ) sono decisamente molto bassi.,

 Affrontiamo quindi ora un TEMA molto IMPORTANTE: •quello di prevenire le MALATTIE CARDIOVASCOLARI in menopausa.  

D) qual è l’impatto della menopausa sulle malattie cardiovascolari FEMMINILI ?      

R)   Noi  sappiamo che il cuore è un muscolo, un muscolo  involontario che si contrae e si dilata per conto suo. Anche il cuore femminile NON  è uguale a quello maschile: in genere pesa 250 g rispetto ai 300 g  dell’uomo.  

D)    Quali PATOLOGIE CARDIACHE soffrono le Donne?   

R)   Noi sappiamo che le malattie CARDIOVASCOLARI hanno un impatto alto sulla mortalità delle donne ed esiste un largo consenso sul “ ruolo PROTETTIVO degli ormoni nelle donne soprattutto in MENOPAUSA , ove l’insorgenza di patologie cardiovascolari comporta una prognosi PEGGIORE. Quindi vieni a concentrare io ti sforzi maggiori proprio nel periodo menopausale attraverso la CORREZIONE “tempestiva e precoce”  dei fattori di rischio.,   

D) quali sarebbero allora i RISCHI SPECIFICI. ?


R) È risaputo che le donne hanno un’aspettativa di vita più lunga degliuomini, e quindi sono esposte anche ai RISCHI AUMENTATO di MALATTIE CARDIOVASCOLARI  in età più avanzata, quando l’organismo è meno forte.  Ne consegue pertanto che i criteri significativi da seguire sono:
• l’’ESERCIZIO FISICO COSTANTE,  assieme a
• controlli seriati della PRESSIONE ARTERIOSA , in quanto le donne all’insorgere della menopausa hanno un ELEVATO RISCHIO IPERTENSIVO.

D) esistono fattori di rischio per l’insorgenza di patologie cardiovascolari in MENOPAUSA& POSTMENOPAUSA?  

R)   Una donna che avuto problemi di diabete GESTAZIONALE , deve tenere “ sotto controllo”  la GLICEMIA  in quanto esiste il serio pericolo che vado incontro al DIABETE  di tipo 2  e che insorgano  inoltre “patologie cardiovascolari”.  • un altro fattore  da tenere molto presente ,è lo STRESS . La cosiddetta sindrome di TakoTsubo è un un disturbo clinico che Consegue spesso in seguito ad un “forte  stress”, e si manifesta  con tutti  i segni tipici dell’infarto: modificazione anche dell’ECG  e dell’enzimogramna  cardiaco .
Tuttavia comunque, allo studio angiografixo coronarico ,  non si evidenziano  patologie ostruttive evidenti.

Per ultimo, vogliamo sottolineare l’importanza dell’allenamento/attività fisica , ha riflessi positivi sulla muscolatura e sulla mobilità articolare.Noi  sappiamo che gli esercizi fisuco sfruttami il  peso del corpo e la forza di gravità. È stato dimostrato da vari studi che la CURVA di RISCHIO CARDIOVASCOLARE diminuisce con l’aumentare della pratica sportiva. vengono pertanto consigliate 6-8- 10 ore alla settimana di attività fisica per MANTENERE SANO un 💔 CUORE.

sabato 23 febbraio 2019

Focus su : Il RISCHIO di CANCRO alla MAMMELLA nelle Donne con “ FAMILIARITÀ “ , che utilizzano la CONTRACCEZIONE ORMONALE COMBINATA ( CHC/ Combined Hormonal Contraception )

Focus on: CORRELATION  between COMBINED HORMONAL CONTRACEPTION ( CHC ) and BREAST CANCER in WOMEN at risk for FAMILY/GENETIC  HISTORY

Noi sappiamo che il tema riguardante il legame tra CHC ( contraccezione ormonale combinata ) e Cancro mammario in donne” a rischio per familiarità “, è assai controverso.       

D) è ancor’oggi il Carcinoma mammario il più frequente tumore femminile?   

R) purtroppo sì:  1 tumore maligno su 3 è sempre ancora un CM ( cancro alla mammella ).

D) quale la fascia di età in cui viene più frequentemente diagnosticato?   

R) è ancora, purtroppo, la 1’fascia, cioè quella tra i 30 e i 49anni ( 40-45% ) . A seguire( 33-35% ), la fascia di età tra i 50 e i 69anni. Da NON “ trascurare” comunque, le donne over 70, con un rischio stimato attorno al 20-25% )...!!
Va detto , a onor del vero, che stiamo assistendo aduna lenta ma progressiva diminuzione del “ tasso di mortalità “ per CM ( cancro mammario) da alcuni anni( 2-2.5%/ anno ) sicuramente per maggiore impegno e diffusione dei “ programmi di Screening ( prevenzione/ diagnosi precoce ), nonché ai progressi delle terapie per tale malattia.
Ricordiamo che :  L’AUTOPALPAZIONE ( ben fatta  ma soprattutto ben insegnata!!! ) e la “ consapevolezza/ tenacia per mantenere il proprio stato di SALUTE, sono fattori ESSENZIALI che contribuiscono all’ ANTICIPAZIONE DIASGNOSTICA del K.mammario.

D) qual è oggi, il grado di sopravvivere a 5aa per K.delka Mammella nel nostro paese ?    

R) si colloca, fortunatamente , intorno al 80-85%.  Vogliamo inoltre far presente che il Rischio di K.mammario( CM ) aumenta all’aumentare dell’età, verosimilmente correlato al continuo/ progressivo “ STIMOLO PROLIFERATIVO “ ORMONALE( endocrino ) che riceve l’EPITELIO MAMMARIO ( struttura superficiale di rivestimento ) nel corso degli anni, associato a ad un progressivo “ danneggiamento del DNA/ alterazioni genetiche che conducono a squilibrio d ESPRESSIONE tra ONCOGENI e ONCOSOPPRESSORI ( vedi articoli precedenti pubblicati ).

D) quali sono a tutt’oggi  i principali fattori di rischio per CM ?           

R)  riconosciamo essenzialmente:  

* MENARCA PRECOCE ( prima mestruazione precoce)    
**  MENOPAUSA TARDIVA       
*** NULLiPARITA’ ( no figli )   
*** MANCATO ALLATTAMENTO    
**** la FAMILIARITÀ     
***** l’OBESITA’/ Il DIABETE/l’IPERTENSIONE ARTERIOSA    
******  l’elevato consumo di 🍷 ALCOLICI, di GRASSI ANIMALI , nonché di FIBRE VEGETALI/FUMO/eccessiva introduzionedu zuccheri ( vedi articolo pubblicato in passato ) 
****** uno STILE di VITA INADEGUATO(!!)

D) qual’e’ il peso dell’EREDITARIETA’ sul l’incidenza del CM ? 

R) I FATTORI EREDITARI contribuirebbero verosimilmente per un 7-8%, di cui un buon 25% legato alla MUTAZIONE di 2 GENI :   BRCA1 e BRCA2. Nelle donne portatrici di tale mutazione , il RISCHIO di ammalarsi nel corso della loro vita ( A.Jolie...etc ) sarebbe pari al al 60-65% nelle donne BRCA1  e del 40-43% nelle donne BRCA2( vedi articolo pubblicato in passato/ Chen S. Jour al of Clin.Oncology )
Arriviamo ora al’argomento centrale della Nostra Relazione odierna :  il TREND attuale di “  potenziale correlazione” tra ASSUNZIONE di Contraccettivi Orali Combinati ( CHC ) e rischio di  Cancro della MAMMELLA in donne con predisposizione familiare e/o genetica 🧬.   
Vogliamo  ricordare innanzitutto che , nel Mondo, oggigiorno , 1 DONNA su 10 , purtroppo, si ammala di CANCRO al SENO.   
Attualmente , nei Paesi sviluppati, i CHC ( contraccettivi ormonali combinati, la classica pillola ) vengono utilizzati da circa 28-30 milioni dì donne e pertanto sono i metodi di controllo delle nascite più utilizzati. 
Sappiamo altresì che la qualità di queste “ pillole contraccettive “ , è progressivamente migliorata , soprattutto nell’ultimo decennio , con l’introduzione nella struttura chimica della pillola stessa di una nuova e migliore componente ESTROGENICA , venendosi a sostituire il vecchio precedente ETINIL/ESTRADIOLO( EE ) col nuovo , nettamente migliore e “ naturale “ ESTRADIOLO, che no è altroché l’ESTROGENO prodotto PRODOTTO dalle cellule della GRANULOSA dell’ OVAIO. Contemporaneamente si è arrivati alla sintesi di NUOVI PROGESTINICI, passando da quelli di 1’generazione ( simili al Testosterone, ormone maschile e quindi con proprietà androgeniche ) a i Nuovi PROGESTINICI NEUTRI o addirittura ANTIANDROGENICI.
Tali nuovi CHC( pillole ) dai dati sperimentali in nostro possesso, possono sicuramente avere “ effetti diversi” a seconda dell’età e del grado di sviluppo del TESSUTO MAMMARIO ( ghiandola mammaria ). 
Dai molteplici studi eseguiti per capire se se vi sia o meno un LINK( legame ) tra la CHC e rischio di CANCRO al SENO  in donne “ senza rischio familiare “, non si hanno avuto risposte univoche , laddove grossi studi prospettici di coorte dimostrerebbero un AUMENTATO RISCHIO  di CM ( cancro mammario) in donne utilizzatrici di CHC ( pillole contraccettive combinate ) per 5 anni o più , rispetto alle non-utilizzatrici.
Viene invece CONFERMATO, l’importante  effetto PROTETTIVO sul Cancro Ovarico (!!!) nelle donne utilizzatrici di CHC.   Stigmatizziamo , a questo punto, come vi sia una correlazione INVERSA  tra l’età d’inizio dell’assunzione della pillola ( sotto i 20anni ) e rischio aumentato di CM( cancro mammario). A tale riguardo, ecco che l’assunzione di CHC vanno assunti dalle donne in età SEMPRE PIÙ PRECOCE, possibilmente prima dell’inizio di una  eventuale gravidanza  , che già “ DI PER SE “ ha un ruolo PROTETTIVO sulla ghiandola mammaria.

Ricordiamo che sono vari i CHC ( contraccettivi ormonali combinati utillabili : * pillole*  anelli vaginali  * cerotti transdermici ) . 
Nelle pazienti portatrici della MUTAZIONE BRCA1- BRCA2 che hanno utilizzato CHC , una grossa metanalisi da 25 Paesi, ha dimostrato l’utilizzo di CHC comporta solo un “ LIEVE AUMENTO del rischio di CM ( un HR di 1.47 ) e questo dato verrebbe confermato soprattutto nelle donne che hanno assunto CHC “ PRIMA ” di una eventuale gravidanza. Tale lieve aumentato rischio verrebbe comunque decisamente “ controbilanciato “ dalla netta diminuzione dell’incidenza del CANCRO OVARICO, rischio molto aumentato nelle donne con mutazione BRCA1-BRCA2 presente, per cui in tale classe di donne , non viene vietato l’utilizzo di CHC , soprattutto nelle donne BRCA1, che presentano un “alto rischio”  di Cancro Ovarico.



D) quale è,  in sintesi, l’impatto della componente “ PROGESTINICA “ della pillola combinata ?     

R) è stato confermato che , il rischio di CM tende ad essere più elevato, anche se lieve, nelle utilizzatrici di LVN ( levonorgestrel, progestinico androgenico ) rispetto al GESTODENE (GSD/progestinico androgenico debole) o al CPA ( ciproterone , acetato, progestinico antiandrogenico ) o addirittura al nuovo recente DNG( dienogest, anti-antiandrogenico ) : il meccanismo fisiopatologico alla base sarebbe dato da un aumento delle SHBG ( sex ormon binding globulin) protettivo per lo sviluppo del TUMORE al SENO.      
Possiamo quindi concludere questa Nostra Relazione affermando che :  - l’uso di CHC  NON COMPORTA  un generale aumento del rischio di CANCRO della MAMMELLA nelle donne con PREDISPOSIZIONE GENETICA o FAMILIARE.


 Nodulo maligno  QII mammella dxt( diagnosi ecografica H.R. “esperta” ad alta risoluzione(H.R) : carcinoma LOBULARE )   by courtesy Dr.M.Bevini

Stesso immagine ecografica H.R di “ carcinoma LOBULARE” con segni di “ vascolarizzazione atipica” al suo interno. ( Dr.M.Bevini )

martedì 1 gennaio 2019

🪞 Le Illusioni d'Amore nella Psicologia Femminile: Come Riconoscere i Segnali Clinici

Nel percorso di benessere di una donna, la salute emotiva e l'equilibrio relazionale giocano un ruolo fondamentale quanto la prevenzione clinica. Spesso, però, ci si trova intrappolati in dinamiche affettive complesse, dove il confine tra un sentimento autentico e un'idealizzazione protettiva diventa sfumato. Nella pratica clinica e psicologica, questo fenomeno prende il nome di "illusioni d'amore": una proiezione mentale che rischia di compromettere il benessere psicofisico femminile.

Comprendere i meccanismi che alimentano queste illusioni è il primo passo per riprendere in mano il proprio equilibrio e proteggere la propria serenità emozionale.

Cosa sono le Illusioni d'Amore? La Prospettiva Clinica

L'illusione amorosa non è un semplice "sogno a occhi aperti", ma un vero e proprio meccanismo di difesa psicologico. Si verifica quando proiettiamo sul partner desideri, bisogni e mancanze personali, vedendo non la persona reale che abbiamo davanti, ma l'immagine idealizzata di ciò che vorremmo che fosse.

I concetti chiave per inquadrare questo fenomeno includono:

🔵 Idealizzazione del partner: Tendenza a ignorare i segnali di allarme (red flags) e a giustificare comportamenti disfunzionali o distanti.

🔵 Il bisogno di colmare un vuoto: L'illusione si nutre spesso di una carenza affettiva pregressa o di una fragilità nell'autostima, cercando la salvezza nell'altro.

🔵 Resistenza al cambiamento: Difficoltà ad accettare la realtà clinica della relazione, preferendo l'investimento emotivo in un futuro ipotetico che non si concretizza mai.

I Sintomi Emozionali della Dipendenza e dell'Idealizzazione

Riconoscere in tempo i segnali di un amore illusorio è essenziale per evitare che la situazione sfoci in forme di dipendenza affettiva, con ripercussioni sul sonno, sull'ansia e sulla salute somatica. Una donna intrappolata in un'illusione d'amore manifesta spesso una sintomatologia emotiva precisa:

  • Ansia da separazione costante: Il timore ossessivo di perdere il partner o di non essere abbastanza.
  • Altalena emotiva: Picchi di euforia ingiustificata seguiti da profondi stati di frustrazione e solitudine.
  • Isolamento sociale: Tendenza a trascurare il lavoro, le amicizie e i propri interessi per concentrarsi esclusivamente sulla dinamica di coppia.

📊 Esprimi la tua opinione in modo anonimo

L'equilibrio di coppia influenza profondamente il benessere quotidiano. Partecipa al nostro sondaggio anonimo per aiutarci a mappare le dinamiche relazionali più comuni e leggere i prossimi approfondimenti scientifici.

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Come Spezzare il Circolo Vizioso e Ritrovare la Consapevolezza

Uscire da un'illusione richiede coraggio e un approccio strutturato basato sulla consapevolezza clinica di sé. La transizione verso un amore sano e reale passa attraverso three pilastri fondamentali:

🔴 Accettazione della realtà: Osservare i fatti oggettivi e i comportamenti concreti del partner, slegandoli dalle proprie speranze ideali.

🔴 Ricostruzione dell'autostima: Spostare il focus del valore personale dall'approvazione esterna alla propria indipendenza emotiva.

🔴 Supporto specialistico: Nei casi in cui l'illusione generi sofferenza cronica, il consulto con un professionista della salute mentale permette di decodificare i pattern relazionali disfunzionali.

La salute di una donna è un ecosistema perfetto in cui corpo e mente comunicano costantemente: proteggere la propria sfera affettiva da proiezioni illusorie è l'atto di prevenzione più profondo che si possa compiere per la propria qualità della vita.

domenica 16 settembre 2018

Sindrome dell'Ovaio Policistico (PCOS): Sintomi, Diagnosi e Cura a Bologna e Romagna


La sindrome dell'ovaio policistico (storicamente nota come PCO o PCOS, e oggi indicata a livello scientifico come PMOS - Sindrome Micro-Policistica Endo-Metabolica) rappresenta l'alterazione endocrine più comune nelle donne in età fertile, arrivando a colpire fino al 10-15% della popolazione femminile.

Tuttavia, si fa ancora molta confusione tra la semplice presenza di "ovaie con struttura micropolicistica" all'ecografia e la sindrome vera e propria, che coinvolge invece l'intero sistema metabolico e ormonale.

Presso i miei studi di Bologna, Ferrara e della Romagna (fino a Cattolica), incontro ogni giorno donne che convivono con i dubbi legati a questa condizione. Capire come si manifesta è il primo passo per affrontarla correttamente.


I principali sintomi dell'Ovaio Policistico

I segnali variano notevolmente da donna a donna, ma i più frequenti includono:

  • Irregolarità mestruali: cicli molto lunghi (oligomenorrea) o totale assenza del ciclo (amenorrea), specialmente nelle ragazze tra i 20 e i 25 anni.
  • Segni di iperandrogenismo: comparsa di acne permanente, pelle grassa o un aumento della peluria (irsutismo).
  • Difficoltà metaboliche: tendenza all'aumento di peso, in particolare sull'addome, e insulino-resistenza.
  • Difficoltà nel concepimento: legate alla ridotta o assente ovulazione.

Come avviene una diagnosi corretta?

Per diagnosticare la sindrome non basta un'ecografia. Clinicamente ci si avvale dei criteri internazionali (Criteri di Rotterdam), che richiedono la presenza di almeno due di questi elementi:

  1. Disfunzioni ovulatorie (ciclo irregolare).
  2. Segni clinici o biochimici di ormoni maschili elevati (iperandrogenismo).
  3. Riscontro ecografico di ovaie ingrandite con piccoli follicoli disposti "a collana di perle".

L'approccio terapeutico personalizzato

Non esiste una cura unica per l'ovaio policistico, ma una strategia su misura che varia in base agli obiettivi della paziente (regolarizzare il ciclo, curare la pelle o cercare una gravidanza). Le terapie spaziano dal miglioramento dello stile di vita e dell'alimentazione, all'uso di integratori specifici (come l'inositolo), fino alla terapia estroprogestinica o a percorsi di induzione dell'ovulazione per chi desidera un fuoriprogramma felice o una gravidanza cercata.


Se risiedi a Bologna o in Romagna e desideri approfondire la tua situazione o effettuare un'ecografia ginecologica mirata, puoi richiedere un consulto specialistico presso i miei studi.




SONO AVC FOLLICLE ECOGRAFIA T.V. 3D ESPERTA: SOFTWARE UTILE PER IL "MONITORAGGIO FOLLICOLARE " IN MEDICINA DELLA RIPRODUZIONE : (I FOLLICOLI VENGONO DISTINTI DA COLORI IN ORDINE DECRESCENTE CON LA POSSIBILITA' DI AVERE I 3 DIAMETRI (3D), IL DIAMETRO MEDIO ED IL VOLUME (D1 X D2 X D3 X 0,5233)

OVAIO PCOS: INCREMENTO DELL'AREA STROMALE DI OLTRE 1/3

OVAIO NON PCOS: RAPPORTO AREA STROMA/ AREA OVAIO INFERIORE A 0.3.

lunedì 18 giugno 2018

Focus su : “I DISORDINI della RIPRODUZIONE: il loro IMPATTO sull’EVOLUZIONE della GRAVIDANZA dal suo esordio al parto”. Fattori Materni. Focus on: REPRODUCTIVE DISORDERS. THE IMPACT on THE OUTCOME of PREGNANCY from its ONSET to CHILDBIRTH. Maternal factors

Focus on: REPRODUCTIVE DISORDERS. THE IMPACT on THE OUTCOME of PREGNANCY from its ONSET to CHILDBIRTH. Maternal factors

Noi sappiamo quanto sia importante “ identificare “ i FATTORI di RISCHIO “correlati all’esito positivo/avverso  di una gravidanza.  

D ) come possiamo classificare le innumerevoli patologie e stati patologici correlati all’ evoluzione di tale percorso prenatale?    

Vogliamo porre l’attenzione, ora , in questa relazione , sugli ASPETTI MATERNI di tale evento.
 • è ormai noto come si assista sempre più di frequente ad un costante AUMENTO  dell’ ETÀ MATERNA al 1’ figlio e parallelamente aumenta decisamente la frequenza di “ DISORDINI RIPRODUTTIVI  già nelle donne in periodo preconcezionale .

D )  Quali sono i principali disordini riproduttivi materni ,  che costuiscono FATTORI di RISCHIO per COMPLICAZIONI OSTETRICHE    

R )  - patologie ginecologhe come FIBROMATOSI UTERINA , SINDROME dell’OVAIO POLICISTICO ( PCOS ) , ENDOMETRIOSI, ADENOMIOSI .   Tali patologie hanno  un “ ruolo importante “ non solo sulla FERTILITÀ, ma anche nel contribuire all’insorgenza di COMPLICANZE OSTETRICHE e quindi sull’OUTCOME ( esito ) della GRAVIDANZA. 



D ) di quali “ complicanze della gravidanza “ intendiamo?    

R )   Ci riferiamo essenzialmente a : 
- rischio aumentato di PARTO PREMATURO    
- DIABETE GESTAZIONALE       
- IPERTENSIONE GESTAZIONALE e suoi correlati clinici   
- RESTRIZIONE( ritardo ) della CRESCITA FETALE    
- EMORRAGIA POSTPARTUM
 È ora necessario, però, “ stigmatizzare”  un concetto fondamentale: 

• un AMBIENTE UTERINO SFAVOREVOLE, associato ad un CLIMA  ORMONALE ( endocrino )& INFIAMMATORIO alterato, impattano sfavorevolmente sul DECORSO della GRAVIDANZA, dall’impianto dell’UOVO FECONDATO al PARTO.
Va inoltre detto che , negli ultimi decenni, si è assistito ad un importante trasformazione della cosiddetta “ SALUTE RIPRODUTTIVA “ della donna ; questo essenzialmente per l’utilizzo ormai  in larga scala dei METODI CONTRACCETTIVI e delle TECNICHE di PROCREAZIONE medicalmente ASSISTITA ( PMA ).
Ecco che allora possiamo dire che:  l’insieme di questi  “ MUTIPLI FATTORI di RISCHIO aggiuntivi ”  sopra menzionati,  influiscono singolarmente sull’OUTCOME (esito )della gravidanza . Ne consegue l’importanza di una corretta informazione delle pazienti sui rischi ostetrico-riproduttivi attuali a cui sono esposte, unitamente ad un attento MONITORAGGIO OSTETRICO specialistico “ PERSONALIZZATO “.

Affrontiamo ora in dettaglio le “ patologie ginecologiche materne “ che incidono negativamente sull’ andamento della gestazione:    

1)  SINDROME dell’OVAIO POLICISTICO ( PCOS )   

D) come  impatta  tale sindrome sull’andamento di una gravidanza ?   


R ) la PCOS ( Sindrome dell’ovaio micropolicistico/ Polycystic Ovary Syndrome ) è fondamentalmente un DISTURBO/DISORDINE del SISTEMA ENDOCRINO relativamente comune nelle donne in età riproduttiva/fertile caratterizzato da : IPERANDROGENISMO, DISFUNZIONE ORMONALE OVARICA  ED OVAIA POLICISTICHE ( vedi articoli precedenti pubblicati), cioè ovaie ingrossate contenenti piccole strutture microcistiche  liquide( follicoli ovarici) localizzati prevalentemente in sede corticale( esterna dell’ovaio) , e netto aumento della componente STROMALE  ,  aspetti ben evidenziabili  all’esame ecografico pelvico . Una buona parte delle donne affette, presenta SOVRAPPESO/OBESITÀ, ed anche, importante, INSULINORESISTENZA : tale stato compromette la capacità di utilizzare l’insulina in maniera efficace , obbligando pertanto il pancreas a secernere più insulina al fine di DARE più GLUCOSIO alle cellule. Di contro, l’ INSULINA in eccesso potrebbe anche influenzare le ovaie aumentando la PRODUZIONE di ANDROGENI ( ormoni maschili ), interferendo sulla capacità OVULATORIA delle ovaie stesse.

D)    Quali sono i “ riflessi “ di tale disordine ENDOCRINO-METABOLICO sulla gestazione?     

R)  I molteplici studi effettuati e le varie metanalisi e revisioni della letteratura a tale riguardo, hanno dimostrato come le ALTERAZIONI ORMONALI e METABOLICHE  tipiche della PCOS , siano responsabili di un AUMENTO di COMPLICANZE OSTETRICHE oltre ad una maggior difficolta’  al concepimento e ad un aumento della POLIABORTIVITA’.  Vogliamo infatti segnalare un aumento di circa 3 volte del rischio di DIABETE GESTAZIONALE, di disordini IPERTENSIVI e di PREECLAMPSIA ( gestosi ) , unitamente ad un raddoppiamento del rischio di PARTO PREMATURO e  conseguente BASSO PESO ALLA NASCITA.

D)   Esistono altri influssi della PCOS sul gli avversi in gravidanza ?    

R)  è stato acclarato ed è importante esserne al corrente che, la SEVERITÀ’ delle complicanze ostetriche è direttamente proporzionale al GRADO DI IPERANDROGENISMO: , di INSULINORESISTENZA, di OBESITA’  , nonché di ALTERAZIONI METABOLICHE.  

D) come avverrebbe tale effetto negativo?    

R)  recenti grossi studi osservazionali hanno evidenziato che le donne con spiccato IPERANDROGENISMO, hanno  il doppio del rischio di PARTO PREMATURO e di PREECLAMPSIA rispetto a quelle con normali concentrazioni di ANDROGENI, mettendo in luce il nesso tra disfunzione ormonale della policistosi ovarica ed insorgenza delle complicanze ostetriche sopra descritte. Inoltre le alterazioni ENDOMETRIALI ( strato mucosale interno uterino ) tipiche della PCOS , per meccanismi ormonali, infiammatori e metabolici , sono responsabili in parte dell’alterata INVASIONE DECIDUALE da parte del TROFOBLASTO( strato cellulare periferico dell’uovo fecondato allo stadio di blastocisti , che serve a nutrire l’embrione e darà origine alla PLACENTA) . Sappiamo infatti che le “ placente “ delle gravidanze da PCOS, sono significativamente più piccole e di spessore inferiore , con LESIONI VASCOLARI , alterata maturazione dei VILLI CORIALI , nonché alterazioni delle modificazioni fisiologiche delle ARTERIE SPIRALI( piccoli vasi arteriosi materni che danno poi luogo alle ARTERIE UTERINE ).

D ) quale è la complicanza ostetrica più nota ?  

R ) è sicuramente il DIABETE GESTAZIONALE, assieme all’IPERTENSIONE ARTERIOSA GESTAZIONALE, entrambe dovute  sia ad un’ ALTERATA PLACENTAZIONE che ad una DISFUNZIONE METABOLICA .  Infine ricordiamo l’aumentato rischio di “ COMPLICANZE NEONATALI , in particolar modo di “FETI PICCOLI PER LA DATA “ ( Small for Gestational Age/ SGA ) e conseguente  maggior bisogno di assistenza intensiva neonatale per aumentata MORTALITÀ PERINATALE.

2)  ENDOMETRIOSI    

Sappiamo ( vedi recente  articolo  pubblicato ) che trattasi di una PATOLOGIA INFIAMMATORIA CRONICA ESTROGENO-DIPENDENTE che interessa il 10-15% delle donne in età fertile. DOLORE ed INFERTILITÀ sono le caratteristiche tipiche di tale patologia. Se per un verso questa malattia risente positivamente della gravidanza, nel senso che lo stato gravidico, attraverso l’ASSENZA MESTRUALE, spegne i fattori che stimolano o la progressione della malattia.

D ) quale meccanismo sarebbe alla base dell’aumentato rischio di COMPLICANZE OSTETRICHE nelle donne con ENDOMETRIOSI?   

R)   Segnaliamo un significativo incremento di ABORTI SPONTANEI , di PARTI PREMATURI , di PLACENTA PREVIA , di FETI PICCOLI per l’epoca ( SGA ) e di TAGLI CESAREI.   L’aumento di tali complicanze sarebbe  dovuto a vari meccanismi, tra cui fondamentalmente a : 

•resistenza al PROGESTERONE a livello endometriale, ad aumento dell’INFIAMMAZIONE sia a livello LOCALE( endometriale ) che generale, 
• ad un’alterazione della CONTRATTILITÀ del MIOMETRIO( strato  muscolare dell’utero ) , 
• ad un aumento dello STRESS OSSIDATIVO con “ ALTERAZIONI della ZONA GIUNZIONALE ENDOMETRIO-MIOMETRIALE(JZ) x fenomeni d’ispessimento/distruzione( studio MUSA ) nelle paz. con ADENOMIOSI e ENDOMETRIOSI PELVICA .

3 )  ADENOMIOSI               

Si tratta di una patologia UTERINA, ove ISOLE di ENDOMETRIO si localizzano in profondità del MIOMETRIO( strato muscolare) , dando SANGUINAMENTO atipico, DOLORE PELVICO e INFERTILITÀ. Interessa fascie di età variabile, sia nelle giovani donne in età fertile che nella fascia di età tra i 40 e i 50aa, prevalentemente nelle donne con più parti.  La diagnosi ecografica ESPERTA, permette l’identificazione di tale stato morboso nel20- 30% dei casi di donne tra i 20 e i 40aa.

D ) Quale è la relazione tra ADENOMIOSI ed esito della gravidanza     

R)  l’associazione in una stessa donna di ENDOMETRIOSI ed ADENOMIOSI diffusa, rappresenta un fattore di rischio , oltre che per l’INFERTILITA’ associata, anche per DISFUNZIONE PLACENTARE( Falconer H.) , e quindi per feti “ piccoli per l’epoca gestazionale ( SGA ) . Pare anche esserci una correlazione tra ADENOMIOSI diagnosticata ecograficamente nel 1’ trimestre e aumentata incidenza di PARTO PREMATURO( Falkoner H.) e quindi di FETI di BASSO PESO alla nascita. Sembra anche esserci un’aumentata incidenza di ABORTI SPONTANEI TARDIVI ( dopo la 12-13settimana ) X alterazioni dell’invasione profonda del trofoblasto , di INCOMPETENZA CERVICALE ( collo uterino ) X localizzazione di aree di adenomiosi a tale livello.

Viene altresì riscontrato un maggior rischio di IPERTENSIONE GESTAZIONALE e ANOMALIE d’impianto della PLACENTA, per ALTERAZIONE della struttura e della funzionalità della JZ o ZONA GIUNZIONALE ENDOMETRIO-MIOMETRIO, giocando la JZ un ruolo FONDAMENTALE, cioè la rilevazione ecografica 2D-3D/ RMN della “ distruzione e infiltrazione della JZ da parte di tessuto endometriale”, con evidenza ECOGRAFICA 3D di DISTORSIONE ed INFILTRAZIONE del MIOMETRIO sovrastante ipoecogeno da parte di TESSUTO ENDOMETRIALE IPERECOGENO( presenza di aree cistiche, spots iperecogeni, “buds and lines” iperecogene ) .

Possiamo pertanto dedurre che , dagli studi della letteratura , le pazienti affette da ADENOMIOSI/ENDOMETRIOSI che presentano “ alterazioni della zona giunzionale “, sono A RISCHIO di COMPLICANZE OSTETRICHE. Sembra quindi che la valutazione di tale zona sia quantitativamente che qualitativamente, mediante ricostruzione ecografica 3D , possa essere utile tra le indagini 
PRECONCEZIONALI”delle paz.affette da Endometriosi/Adenomiosi  “ e di un’opportuno counseling , nonché di un’attento MONITORAGGIO durante la gravidanza.

3 )  FIBROMI UTERINI( MIOMI )  

Sappiamo che i “miomi uterini” sono molto frequenti nelle donne in età fertile e sono rilevabili nel 5-15% delle donne in gravidanza .  

D) quale sintomatologia possono dare ?   

R )   frequenti sono il DOLORE e il SANGUINAMENTO uterino anormale , oltre e sopratutto essere associati a RIDOTTA FERTILITÀ, in particolar modo quelli che ALTERANO la MORFOLOGIA della CAVITÀ UTERINA, sia per fattori meccanici che per alterazioni della mucosa endometriale presenti sovente nell’ utero FIBROMATOSO.

D ) cosa succede in caso di presenza di stato gravidico ?   

R )  la presenza di MIOMI è associata ad aumentata frequenza di ABORTO SPONTANEO, di MALPOSIZIONI FETALI,  di PLACENTA PREVIA ( inserta totalmente o in parte , in corrispondenza del SEGMENTO UTERINO INFERIORE dell ‘utero ), PARTO PREMATURO ed infine anche EMORRAGIA POSTPARTUM.

Segnaliamo che , il RISCHIO di ABORTO SPONTANEO cresce del doppio in presenza soprattutto di MIOMI SOTTOMUCOSI ( dentro la cavità uterina) e INTRAMURALI ( nello spessore delle pareti uterine) di cospicue dimensioni.

Esiste inoltre un aumentato rischio di PRESENTAZIONE PODALICA( testa del feto in alto e sedere o piedi in basso ) in presenza di MIOMI UTERINI INTRAMURALI. Esiste altresì, in caso di miomi superiori ai 5cm, un significativo aumento del tasso di PARTO PREMATURO.

D ) quali miomi sono i più pericolosi per l’esito della gravidanza?  

R )   Sicuramente i MIOMI SOTTOMUCOSI sono considerati quelli più a rischio di EVENTI OSTETRICI SFAVOREVOLI/avversi , per un meccanismo di DISTORSIONE MECCANICA della CAVITÀ UTERINA ,   ma anche per le ALTERAZIONI ENDOMETRIALI e della VASCOLARIZZAZIONE dell’utero stesso, unitamente alla presenza di uno STATO INFIAMMATORIO CRONICO.

 Pare invece che, non sia stato evidenziato un aumento del rischio di eventi ostetrici sfavorevoli (OUTCOME OSTETRICO AVVERSO ) in caso di miomi “ intramurali “, a meno che non siano di GRANDI DIMENSIONI .
Per i fibromi SOTTOSIEROSI ( esterni) , non sembrano esserci , in realtà , fattori di rischio  rilevanti per complicanze  ostetriche.


“ caratteristiche ecografiche “  normalmente considerate utili nella diagnosi di ADENOMIOSI

 Importanza della “ valutazione ecografica  ESPERTA” della “ ZONA GIUNZIONALE “( JZ )

Ecografia 3D “ esperta “ transvaginale ( 3D TVS ) della zona giunzionale (JZ) endometrio-miometriale.

Ecografia 3D transvaginale (3D TVS) “ esperta “:  aspetti d’infiltrazione adenomiotica della JZ

Aspetto ecografico “  TVS esperto “ di ADENOMIOMA( differenza da Fibroma):qui si osserva, in ecografia T.V esperta,  una “ REAZIONE CIRCOLARE del MIOMETRIO circostante  l’area cistica “

Le varie “ configurazioni ecografiche ESPERTE “ dell’ADENOMIOSI : il rapporto con la “diagnosi istologica”.

Aspetto Ecografic transvaginale “ esperto “ di ADENOMIOSI diffusa ( foto sopra ) e focale ( foto sotto)

Ecografia 3D TVS esperta:    Immagini di ADENOMIOSI DIFFUSA/ FOCALE / semplice ispessimento della Zona Giunzionale ( JZ )





domenica 11 marzo 2018

❖ 𓄰 FOCUS su ENDOMETRIOSI E INFERTILITÀ: I riflessi sulla sessualità e la relazione di coppia

Endometriosi e Infertilità: Il Ruolo della Diagnostica e i Riflessi sulla Relazione di Coppia

L'endometriosi è una patologia ginecologica cronica complessa che colpisce circa il 10% delle donne in età riproduttiva. È caratterizzata dalla presenza e dalla crescita di tessuto endometriale (la mucosa che normalmente riveste la cavità uterina e che dà luogo alla mestruazione mensile) al di fuori dell'utero. Oltre all'impatto biologico, si stima che circa il 30-40% delle donne affette presenti quadri di infertilità di coppia, rendendo questa malattia una delle prime tre cause di sterilità femminile nel mondo.

🧬 Eziologia ed Eterogeneità della Malattia

I fattori causali alla base dell'endometriosi non sono univoci; l'ipotesi scientifica corrente prevede il coinvolgimento di cause immunologiche, ormonali, genetiche e ambientali. Dal punto di vista clinico, si tratta di un disturbo estremamente eterogeneo che si inquadra essenzialmente in tre tipologie anatomiche:

  • 🔵 Endometriosi superficiale: Localizzata a livello del peritoneo pelvico superficiale.
  • 🟢 Endometriosi ovarica: Caratterizzata dalla formazione di cisti tipiche note come endometriomi.
  • 🔴 Endometriosi infiltrante profonda (DIE): Colpisce fino al 30% delle pazienti, con noduli che penetrano nello spazio retroperitoneale o negli organi pelvici per almeno 5 millimetri. Questi focolai si localizzano frequentemente a livello dei legamenti utero-sacrali, del retto-sigma, della vagina e della vescica, compromettendo la funzionalità degli organi coinvolti e alimentando il dolore pelvico cronico.

🩺 Il Sospetto Clinico, l'Imbarazzo e il Ritardo Diagnostico

La sintomatologia dell'endometriosi è complessa e spesso subdola. Nell'80% circa delle donne affette è presente un dolore pelvico significativo che include dismenorrea (mestruazione dolorosa), algie extra-mestruali, defecazione dolorosa (con febbricola peri-mestruale) e disuria (difficoltà alla minzione). Tuttavia, la diagnosi subisce frequentemente un grave ritardo cronico.

Molte pazienti tendono inizialmente a nascondere o minimizzare i disturbi per imbarazzo o perché condizionate a ritenere "normale" il dolore legato al ciclo o ai rapporti. Questo ritardo diagnostico, unito alla natura evolutiva della patologia, esercita notevoli ripercussioni sulla qualità della vita, sulla salute psichica e sulla sessualità. La dispareunia profonda (dolore durante i rapporti intimi) genera spesso un evitamento riflesso, ansia e forti tensioni emotive all'interno della relazione di coppia.

🔬 Il Percorso Diagnostico: Dall'Ecografia alla Laparoscopia

Come ricordava il Prof. Carlo Flamigni, "l'endometriosi va vista". L'iter clinico prevede un approccio per gradi condotto da mani esperte. La prima linea fondamentale è l'assessment clinico-ecografico tramite ecografia transvaginale avanzata. La conferma definitiva e la stadiazione gold standard richiedono l'esame istologico mediante laparoscopia celioscopica pelvica.

Quando la patologia compromette l'anatomia riproduttiva creando aderenze che ostruiscono le vie genitali, lo studio della funzionalità delle tube diventa uno snodo cruciale per la fertilità. Oggi è possibile eseguire l'isterosonosalpingografia (HyCoSy): un esame ecografico contrastografico di secondo livello, ambulatoriale e mini-invasivo, che permette di verificare la pervietà tubarica in modo sicuro e indolore.

🥦 Alimentazione, Stile di Vita e Stress Ossidativo

Negli ultimi anni la ricerca ha evidenziato un legame significativo tra dieta ed endometriosi. L'alimentazione può modulare l'infiammazione (flogosi), l'attività estrogenica, la ciclicità mestruale e il metabolismo delle prostaglandine (i mediatori dell'infiammazione). È fondamentale bilanciare l'apporto di acidi grassi essenziali per favorire le prostaglandine antinfiammatorie (derivate dagli Omega-3) a scapito di quelle proinfiammatorie (derivate dagli Omega-6).

I regimi alimentari moderni, spesso ricchi di cibi raffinati e industriali, aumentano i radicali liberi e lo stress ossidativo, un fattore chiave nella patogenesi della malattia. Al contrario, una dieta ricca di fibre, antiossidanti naturali (come il resveratrolo e la N-acetilcisteina) e Vitamina D mostra un effetto protettivo nel rallentare la progressione dei focolai. Le tre funzioni principali della terapia dietetica includono:

  • Bilanciare i livelli di estrogeni tramite un basso carico glicemico.
  • Migliorare la sintomatologia intestinale ottimizzando il microbiota.
  • Ridurre la risposta immunitaria e la percezione del dolore.

🥗 Linee Guida Nutrizionali Pratiche

Per supportare l'approccio terapeutico integrato, si raccomanda di personalizzare lo stile di vita seguendo indicazioni mirate:

  • 🟢 Incrementare il consumo di frutta, verdura fresca (preferibilmente biologica) e cereali integrali.
  • 🔵 Aumentare l'apporto di acidi grassi Omega-3 (pesce azzurro, semi di lino).
  • 🟡 Utilizzare l'olio extravergine di oliva come condimento principale.
  • 🔴 Ridurre drasticamente gli zuccheri raffinati, il latte e i suoi derivati industriali.
  • 🟤 Evitare alimenti ricchi di fitoestrogeni non controllati (come la soia) e garantire un'idratazione minima di 3 litri di acqua al giorno.

🧠 Impatto Psicosessuologico e Dinamiche Riproduttive nella Coppia

Il dolore genito-pelvico associato all'endometriosi colpisce nel profondo l'identità femminile, inducendo talvolta sentimenti di inadeguatezza. La dispareunia cronica altera significativamente la risposta sessuale in termini di desiderio, eccitazione (arousal) e soddisfazione complessiva. Gli studi clinici evidenziano un distress diffuso del comparto sessuale nel 60-70% delle pazienti, con una maggiore incidenza di disfunzioni sessuali severe nei casi di endometriosi infiltrante profonda (DIE) del setto retto-vaginale.

La concomitanza di un quadro di infertilità di coppia introduce un'ulteriore variabile critica. Nelle coppie che cercano una gravidanza, l'attività intima rischia di trasformarsi in uno "strumento riproduttivo" rigidamente programmato, sganciando il desiderio dal piacere spontaneo. Al contrario, le donne che non affrontano problemi di fertilità tendono a focalizzarsi maggiormente sul dolore fisico durante il rapporto, generando ansia anticipatoria e comportamenti di evitamento.

In conclusione, la salute sessuale ed emotiva dipende strettamente dalla stabilità relazionale. L'intimità emotiva e la complicità di coppia rappresentano i pilastri fondamentali per mantenere viva la motivazione e superare l'impatto cronico della patologia, valorizzando una corretta igiene intima e una gestione multidisciplinare per minimizzare i disturbi minzionali e i riflessi algici quotidiani.

📌 Approfondimento Consigliato

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