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giovedì 22 ottobre 2026

Attualità sulla Sindrome dell'Ovaio Policistico (PCOS): Nuove Prospettive Cliniche

 


La Sinfrome dell'Ovaio Policistico (PCOS) è oggi considerata una condizione endocrino-metabolica complessa e multifattoriale che interessa le donne in età fertile e può manifestarsi in modo molto diverso da una persona all'altra.

Non è semplicemente caratterizzata dalla presenza di multiple piccole microcisti localizzate prevalentemente "a corona" nella porzione periferica dell'ovaio (aspetto micropolicistico), ma coinvolge, in misura variabile, la funzione ovulatoria, la produzione di androgeni (ormoni maschili), il metabolismo e, in alcune donne, il rischio di sviluppare complicanze nel lungo periodo come malattie cardiovascolari e metaboliche (Diabete, Sindrome Metabolica).


Quali sono le cause di tale disfunzione metabolica nelle donne adulte?

Sappiamo ormai che l'iperinsulinemia (HI), secondaria ad insulino-resistenza, può essere alla base di varie manifestazioni della PCOS:

  • ● Cicli mestruali irregolari (troppo lunghi o assenti).
  • ● Aumento degli androgeni nel sangue, in particolare del testosterone totale o libero.
  • ● Iperandrogenismo clinico associato, come irsutismo (aumento di peli in zone tipicamente maschili), perdita di capelli, seborrea ed acne sul volto.

Come contrastare tale quadro clinico-metabolico?

È stata riportata, nelle donne con PCOS, un'aumentata prevalenza di sovrappeso, obesità e obesità centrale (quando il grasso si accumula in eccesso principalmente nella regione dell'addome e attorno agli organi interni, quali fegato, pancreas e intestino).

A tale riguardo, la riduzione del peso può migliorare significativamente la funzione ovarica e ridurre i livelli di insulina e degli androgeni, assieme alla riduzione delle possibili conseguenze a lungo termine sopra descritte.


Come viene gestita oggi la PCOS?

Il trattamento non è uguale per tutte: esso viene scelto in funzione dei sintomi prevalenti, dei rischi individuali e degli obiettivi specifici della donna.

  • ● Stile di vita: Un'alimentazione equilibrata con una dieta ipocalorica o a basso indice glicemico migliora nettamente l'insulino-sensibilità. Anche la dieta chetogenica ha dimostrato ottimi risultati clinici nel ridurre la circonferenza vita, l'indice di massa corporea (BMI), il grasso corporeo e nel migliorare il tasso di ovulazione. Attività fisica regolare, sonno adeguato e sostegno psicologico-comportamentale costituiscono la base irrinunciabile della gestione della sindrome.
  • ● Irregolarità mestruali e iperandrogenismo: In assenza di controindicazioni, i contraccettivi orali combinati contenenti progestinici "con attività antiandrogena" o a "profilo neutro" sugli androgeni possono essere utilizzati per regolarizzare il ciclo e migliorare i sintomi cutanei (acne, seborrea, irsutismo). In caso di assenza prolungata del ciclo (amenorrea), è necessario proteggere l'endometrio con una strategia ormonale progestinica mirata.

È pertanto evidente come il fattore metabolico (l'iperinsulinemia, presente in circa l'80% delle donne con PCOS in sovrappeso/obesità centrale, ma anche nel 30-40% delle donne magre e non obese) sia assolutamente centrale nello sviluppo e nel mantenimento di questa condizione.


Esistono nuove possibilità di trattamento per l'insulino-resistenza?

Vari studi hanno dimostrato che l'uso appropriato di insulino-sensibilizzanti, come la Metformina, sia in grado di ridurre l'insulino-resistenza, la secrezione dell'ormone LH (con conseguente riduzione degli androgeni di origine ovarica) e i livelli di testosterone libero.

Tra gli insulino-sensibilizzanti "non farmacologici", è fondamentale ricordare gli inosidoli, in particolare il Myo-Inositolo e il Chiro-Inositolo. Questi prodotti naturali (che provengono sia dalla produzione interna dell'organismo, sia dall'alimentazione), se somministrati per via orale a dosaggio pieno, riducono l'insulina migliorando la funzione ovarica.

Recentemente, l'aggiunta di Acido Alfa-Lipoico potenzia l'azione di questi inositoli in maniera molto importante, determinando un netto miglioramento del quadro clinico associato alla Sindrome dell'Ovaio Policistico (PCOS).


Se desideri approfondire gli aspetti metabolici della PCOS o impostare un percorso diagnostico e terapeutico personalizzato, puoi richiedere una consulenza specialistica presso il mio studio di Bologna.


venerdì 24 luglio 2026

Flashes in GYNAECOLOGY 🔴 STD / MST (Malattie Sessualmente Trasmesse): una PATOLOGIA in CRESCITA




Attualmente, nel terzo millennio, assistiamo purtroppo a un ulteriore e preoccupante incremento dei contagi a livello globale e locale. I dati epidemiologici più recenti raccolti nel periodo dal 2019 al 2023 mostrano un aumento netto delle infezioni, che colpisce in modo particolare la sfera giovanile, specialmente le ragazze tra i 20 e i 25 anni.

Questo fenomeno non è semplicemente legato al ritorno alla socializzazione post-Covid. Confrontando i dati attuali con il periodo pre-pandemico, l'aumento è evidente e richiede una seria riflessione clinica e preventiva:

  • Gonorrea: casi clinicamente raddoppiati con un trend del +90-100%.
  • Sifilide: aumento costante del 40-50% (in crescita lineare da circa 15 anni).
  • Clamidia Trachomatis: incremento del 20-25% registrato principalmente tra le giovani donne.

Presso i miei studi ginecologici di Bologna, Ferrara e della Romagna (fino a Cattolica), l'attività di screening e prevenzione delle MST rappresenta un pilastro fondamentale per tutelare la salute riproduttiva femminile, poiché molte di queste patologie decorrono in modo del tutto asintomatico nelle prime fasi.


Quali sono le conseguenze delle MST sulla salute femminile?

Le complicanze a lungo termine per la salute della donna (e del partner) sono numerose, insidiose e non vanno assolutamente sottovalutate in ambito clinico:

  • Sifilide: se non curata o diagnosticata tardivamente, può arrivare a interessare il Sistema Nervoso Centrale (SNC). Essendo asintomatica anche per anni, si manifesta inizialmente con piccole lesioni (ulcere) genitali che aumentano drasticamente il rischio di contrarre altre infezioni, come l'HIV.
  • Clamidia e Gonorrea: sono tra le prime cause della Malattia Infiammatoria Pelvica (PID). Possono provocare danni irreversibili alle tube di Falloppio, aumentando il rischio di gravidanze extrauterine e di infertilità temporanea o permanente.

Diagnosi precoce e percorsi terapeutici

La moderna diagnostica ginecologica permette oggi di identificare la presenza di questi patogeni in modo rapidissimo e indolore attraverso tamponi vaginali e cervicali molecolari (PCR) ad altissima precisione. Una volta identificato l'agente causale, l'approccio terapeutico si basa su protocolli antibiotici o antivirali mirati specifici, che devono necessariamente coinvolgere anche il partner per evitare il pericoloso effetto "ping-pong" dei contagi di ritorno.


Se vivi a Bologna, Ferrara o nelle province della Romagna e desideri effettuare uno screening preventivo o un consulto specialistico per il sospetto di una Malattia Sessualmente Trasmessa, puoi prenotare una visita dedicata presso i miei studi medici.






 

venerdì 25 aprile 2025

Contraccezione Reversibile a Lunga Durata (LARC): Cosa sono e come funzionano



Nel panorama della pianificazione familiare moderna, i contraccettivi reversibili a lunga durata d'azione — universalmente noti con l'acronimo LARC (Long-Acting Reversible Contraception) — rappresentano oggi una delle scelte più efficaci, sicure e raccomandate dalle principali linee guida internazionali.

I LARC includono i sistemi intrauterini (sia al rame che a rilascio progestinico, comunemente chiamati spirali o IUD/IUS) e gli impianti sottocutanei a rilascio ormonale. A differenza della classica pillola quotidiana, dell'anello vaginale o del cerotto settimanale, questi sistemi eliminano completamente il rischio di fallimento legato alla dimenticanza o al cattivo uso, offrendo una copertura anticoncezionale continua di altissimo livello che varia dai 3 ai 5 o più anni, a seconda del dispositivo scelto.

Presso il mio studio, riscontro un interesse sempre crescente verso queste metodiche, in piena sintonia con le indicazioni delle più importanti società scientifiche del settore.


Le linee guida e la posizione della SIC (Società Italiana della Contraccezione)

Le evidenze cliniche dimostrano che l'efficacia dei sistemi LARC è nettamente superiore a quella dei contraccettivi ormonali di tipo breve (pillola, cerotto, anello), proprio perché l'efficacia non dipende dalla compliance (ovvero dall'aderenza e dalla memoria) della paziente.

La Società Italiana della Contraccezione (SIC) e i principali organismi internazionali (come l'ACOG e il NICE) sottolineano con forza l'importance di promuovere l'utilizzo dei LARC. Queste metodiche dovrebbero essere considerate a tutti gli effetti come una scelta di prima linea per la stragrande maggioranza delle donne, incluse le giovani e le nullipare (donne che non hanno ancora avuto figli), abbattendo così vecchi pregiudizi clinici ormai superati.


Le principali tipologie di LARC disponibili e meccanismo d'azione

I dispositivi a lunga durata si dividono principalmente in due grandi categorie ginecologiche:

  • ● Sistemi Intrauterini (IUD/IUS): Piccoli dispositivi posizionati all'interno della cavità uterina. Si dividono in dispositivi al rame (che agiscono creando un ambiente sfavorevole agli spermatozoi) e sistemi intrauterini a rilascio di levonorgestrel (un progestinico che agisce addensando il muco cervicale e assottigliando l'endometrio). Questi ultimi offrono anche l'importante vantaggio clinico extra-contraccettivo di ridurre l'entità del flusso mestruale e il dolore associato (disparunia e dismenorrea).
  • ● Impianto Sottocutaneo: Un sottile bastoncino flessibile di circa 4 cm che viene inserito dal ginecologo sotto la pelle del braccio non dominante mediante una semplice applicazione in anestesia locale. Rilascia in modo costante un progestinico (etonogestrel) che blocca l'ovulazione, offrendo la massima efficacia contraccettiva oggi teoricamente disponibile in medicina (superiore al 99.9%).

L'importance strategica nelle giovani donne e la reversibilità

Nelle fasce d'età giovanili ed adolescenziali, il tasso di gravidanze indesiderate dovuto a un uso scorretto o alla dimenticanza della pillola contraccettiva è purtroppo ancora elevato. Per questo motivo, l'utilizzo di un sistema LARC si rivela una strategia di prevenzione di straordinaria efficacia.

Un aspetto cardine è la loro totale ed immediata reversibilità: nel momento in cui la paziente decide di pianificare una gravidanza, il dispositivo può essere rimosso in qualsiasi momento in studio dal ginecologo, consentendo un immediato e completo ripristino della naturale fertilità della donna senza alcun periodo di attesa necessario.


Se desideri valutare il percorso contraccettivo più sicuro e adatto alle tue esigenze, o ricevere informazioni dettagliate sui criteri di idoneità e sull'inserimento dei dispositivi LARC, puoi richiedere una consulenza personalizzata e approfondita presso il mio studio di Bologna.








venerdì 13 settembre 2024

Aborto Ritenuto e Spontaneo Precocissimo: Sintomi, Cause e Diagnosi

 




L'interruzione spontanea della gravidanza nelle sue primissime fasi è un evento clinicamente frequente, che si stima colpisca circa il 15-20% delle gravidanze clinicamente accertate. Nonostante la sua diffusione, rimane un'esperienza profondamente toccante e spesso vissuta con forte ansia e senso di solitudine.

Dal punto di vista medico, è fondamentale fare una distinzione netta tra le diverse modalità con cui questo evento può manifestarsi, in modo da comprendere i corretti percorsi diagnostici e terapeutici.

Presso il mio studio, accolgo quotidianamente donne e coppie che affrontano questo momento, offrendo il massimo supporto clinico e umano per affrontare la diagnosi e programmare in sicurezza il futuro riproduttivo.


La differenza tra Aborto Spontaneo e Aborto Ritenuto

Le manifestazioni cliniche principali si dividono in due scenari ben distinti:

  • Aborto spontaneo precocissimo: si presenta tipicamente con sanguinamento vaginale di entità variabile (da spotting a flusso abbondante) accompagnato da dolori pelvici simili a quelli mestruali, che segnalano l'espulsione spontanea del tessuto sofferto.
  • Aborto ritenuto: è una conditione silente in cui l'embrione ha cessato di svilupparsi, ma il corpo non ha avviato il processo di espulsione. Non vi sono sintomi evidenti, mancano le perdite ematiche e la diagnosi avviene esclusivamente per via ecografica.

Come avviene la diagnosi ecografica e clinica?

Nelle prime settimane di gestazione, lo strumento d'elezione per monitorare la corretta evoluzione della gravidanza è l'ecografia transvaginale ad alta risoluzione. La diagnosi ecografica si basa su criteri rigorosi:

  1. Assenza di attività cardiaca embrionale in un embrione con lunghezza vertice-sacro (CRL) superiore a una determinata soglia.
  2. Mancata evoluzione delle strutture gestazionali a distanza di una settimana da un controllo precedente.
  3. Dosaggi seriali della Beta-hCG che mostrano un plateau o un decremento dei valori.

L'approccio clinico e la ripresa futura

A seconda del quadro clinico e della situazione emodinamica della paziente, l'approccio terapeutico può prevedere un'attesa spontanea monitorata (management d'attesa), un trattamento farmacologico mirato o, nei casi in cui sia necessario, l'intervento chirurgico di revisione della cavità uterina (isterosuzione), eseguito in regime di massima sicurezza. Nella stragrande maggioranza dei casi, un episodio isolato non preclude assolutamente la possibilità di una futura gravidanza a termine felice.


Se ti trovi a Bologna o in Romagna e stai affrontando le delicate fasi iniziali di una gravidanza o hai bisogno di un controllo ecografico di riferimento, puoi richiedere una consulenza specialistica e un supporto diagnostico dedicato presso il mio studio di Bologna.


domenica 21 febbraio 2021

Ecografia Ginecologica Pelvica e Transvaginale: Diagnostica e Prevenzione

La diagnostica ecografica ginecologica di secondo livello ha compiuto passi da gigante grazie all'introduzione dell'ecografia tridimensionale (3D) e dell'analisi quantitativa mediante Power Doppler. Questi strumenti avanzati si rivelano fondamentali quando ci si trova di fronte a una massa pelvica o a una neoformazione ovarica complessa, dove l'ecografia tradizionale bidimensionale non è sufficiente a sciogliere tutti i dubbi clinici.

Presso il mio studio, l'impiego di queste tecnologie diagnostiche all'avanguardia permette di analizzare nel dettaglio l'architettura interna delle formazioni solide e cistiche, offrendo alle pazienti un quadro chiaro ed estremamente preciso per pianificare il corretto iter terapeutico o chirurgico.


Le Tecnologie di Secondo Livello: 3D e Angiografia Power Doppler

L'approccio diagnostico moderno alle masse pelviche si basa sull'integrazione di parametri morfologici e vascolari avanzati:

  • ● Ricostruzione Volumetrica 3D: Consente di studiare la massa su tre piani ortogonali simultanei. Risulta essenziale per valutare la regolarità delle pareti interne di una cisti, lo spessore di eventuali setti o la presenza di vegetazioni e papille intracistiche solide.
  • ● Angiografia quantitativa Power Doppler: Permette di mappare l'albero vascolare profondo della neoformazione. Lo studio della distribuzione dei vasi (periferica o centrale) e il calcolo matematico dei flussi aiutano il clinico a differenziare una formazione benigna da un quadro ad alto rischio di malignità.

Analisi Iconografica e Reperti Ecografici Comparativi

Per comprendere l'accuratezza di questa diagnostica specialistica, analizziamo in dettaglio i riscontri clinici e la letteratura scientifica internazionale documentati attraverso le immagini dello studio:

📸 FOTO 1 - Ricostruzione Multiplanare 3D di una Formazione Solida

[

- Monitor con scritta 3D in alto a sinistra]

Questa scansione mostra lo studio volumetrico a quattro quadranti. Il software consente di navigare all'interno della massa solida per valutarne l'ecostruttura interna e i margini di transizione con i tessuti sani circostanti.

📸 FOTO 2 - Letteratura Internazionale sull'Angiografia Doppler 3D

[

- Studio scientifico "Does quantitative analysis..."]

Lavoro scientifico pubblicato su *Ultrasound in Obstetrics & Gynecology* che convalida il ruolo cardine dell'analisi quantitativa vascolare tridimensionale nella diagnosi differenziale dei tumori solidi pelvici maligni.

📸 FOTO 3 - Correlazione tra Anatomia Patologica e Rendering Virtuale

[

- Pezzo anatomico a sinistra e rendering rosa a destra]

Studio comparativo macroscopico: a sinistra il pezzo operatorio reale sezionato, a destra la ricostruzione volumetrica virtuale ottenuta in ecografia. L'incredibile corrispondenza dei dettagli dimostra l'affidabilità dell'imaging pre-operatorio.

📸 FOTO 4 - Istogramma dei Flussi Vascolari (Software Multi-D)

[

- Schermata con istogramma azzurro in basso a destra]

Il software quantifica l'indice di vascolarizzazione (VI) e di flusso (FI) attraverso un grafico matematico. Parametri oggettivi standardizzati indispensabili per definire i criteri emodinamici di rischio della massa pelvica.

📸 FOTO 5 - Rendering Isolato dell'Albero Vascolare Tumorale

[

- Immagine sfumata viola/rosa dello scheletro dei vasi]

Isolamento tridimensionale dei soli vasi sanguigni che nutrono la formazione. La presenza di architetture vascolari anarchiche, interruzioni o shunt è un forte indicatore diagnostico di neoangiogenesi tipica delle forme proliferanti.

📸 FOTO 6 - Studio Comparativo Esaote: Adenocarcinoma vs Fibroma

[

- Tre masse su sfondo nero con scritte in giallo in basso]

Mappatura comparativa emodinamica Esaote: vengono messi a confronto i flussi di un adenocarcinoma ovarico (elevata vascolarizzazione), di un fibroma classico (scarso segnale) e di un fibroma cellulare (segnale intermedio).

📸 FOTO 7 - Formazione Cistica con Vegetazione Solida Endocistica

[

- Ecografia in bianco e nero con misura D1/D2 di 23.30 mm]

Scansione in alta definizione che rileva una componente cistica fluida contenente al suo interno un'escrescenza solida sessile di 23.3 mm. Questo reperto impone uno studio flussimetrico accurato della base dell'impianto.

📸 FOTO 8 - Neoformazione Ovarica Multiloculare con Setti Interni

[

- Ecografia con concamerazioni e setti a nido d'ape]

Reperto ecografico transvaginale che evidenzia una complessa struttura multiloculare divisa internamente da multipli setti congiunti. Lo studio di secondo livello analizza lo spessore e la regolarità di queste pareti divisorie.

📸 FOTO 9 - Studio di Dettaglio con Sistema Samsung WS80A

[

- Ecografia con logo Samsung WS80A in alto a destra]

Dettaglio ad altissima frequenza della parete interna capsulare. La tecnologia del sistema utilizzato consente di escludere infiltrazioni o irregolarità microscopiche del profilo d'interfaccia della cisti pelvica.


Considerazioni Cliniche e Gestione delle Pazienti

L'integrazione di queste metodiche ecografiche avanzate riduce notevolmente la necessità di ricorrere a esami di terzo livello più complessi o a interventi chirurgici esplorativi ingiustificati. Ogni reperto per immagini viene inserito in un corretto inquadramento clinico e completato, laddove necessario, con il dosaggio dei marcatori sierologici specifici (CA-125, HE4) e l'applicazione di algoritmi di calcolo del rischio validati (IOTA group o codice ROMA).


Se hai riscontrato una neoformazione pelvica o desideri effettuare una valutazione diagnostica ecografica specialistica di secondo livello, puoi richiedere un consulto approfondito presso il mio studio di Bologna.

giovedì 18 giugno 2020

Diagnosi Prenatale e Screening Genetici in Gravidanza: Test e Affidabilità

 


La medicina prenatale ha compiuto progressi straordinari, introducendo protocolli di screening e percorsi diagnostici avanzati per identificare le anomalie congenite e tutelare la salute riproduttiva. È fondamentale che ogni coppia riceva informazioni cliniche adeguate e trasparenti per compiere scelte consapevoli durante la gestazione.

Presso il mio studio, l'approccio alla diagnosi prenatale si fonda sulle più recenti linee guida scientifiche e su una consulenza specialistica personalizzata, mirata a illustrare con chiarezza le opzioni disponibili sia a livello istituzionale che extra-LEA.


Quali sono gli interventi minimi che noi specialisti ostetrici-ginecologi dovremmo fare in ogni gravidanza secondo le Linee Guida del Ministero della Salute?

Il primo posto spetta alle pazienti che presentano un rischio genetico particolare per storia familiare, personale o per l'esposizione a sostanze teratogene. In questi casi, la responsabilità clinica impone di orientare tempestivamente la paziente verso una consulenza genetica mirata per definire un protocollo di approfondimento diagnostico specifico.

Nelle pazienti a basso rischio riproduttivo, sprovviste di problematiche genetiche anamnestiche, gli interventi minimi standard prevedono:

  • ● Screening delle emoglobinopatie: Data la prevalenza delle talassemie nel nostro Paese, all'inizio della gravidanza è necessario richiedere l'esame emocromocitometrico e la ricerca delle emoglobine patologiche per identificare le portatrici sane.
  • ● Test Combinato (Combined Test): Offerto nel primo trimestre (tra la 11ª e la 12ª settimana), associa la traslucenza nucale ai marcatori biochimici ed evidenzia circa il 90% delle Trisomie 21.
  • ● DNA Fetale (NIPT): Offerto gratuitamente a livello istituzionale solo in alcune Regioni, tra cui l'Emilia-Romagna. Analizza il DNA libero circolante su sangue materno per la ricerca delle trisomie autosomiche principali.
  • ● Ecografia Morfologica: Screening strutturale di riferimento eseguito tra la 19ª e la 21ª settimana di gestazione.

Quali sono attualmente le possibilità d'indagine e le frequenze epidemiologiche delle anomalie congenite?

È necessario premettere che una certezza matematica assoluta non esiste in medicina. Tuttavia, mappare l'epidemiologia reale delle patologie aiuta a rassicurare la coppia, poiché la frequenza complessiva di tali situazioni cliniche rimane bassa:

  • Malformazioni strutturali: Rappresentano in assoluto la patologia congenita più frequente, con un'incidenza di circa il 3% (pari a 1 bambino su 42 secondo i dati del registro europeo EUROCAT).
  • Anomalie cromosomiche clinicamente significative: Hanno una frequenza complessiva stimata in 1 caso su 270 nati vivi. La singola anomalia più comune è la Sindrome di Down (Trisomia 21), con una probabilità media di 1 caso su 490-500 nati, fortemente dipendente dall'età materna. Le altre aneuploidie sono decisamente più rare: Trisomia 18 (1 su 2100), Monosomia X o 45,X (1 su 5100), Trisomia 13 (1 su 6000).
  • Microdelezioni e Microduplicazioni (CNV - Copy Number Variations): Anomalie strutturali submicroscopiche non rilevabili dal cariotipo tradizionale, identificabili solo tramite metodiche di genetica molecolare (CMA/Array-CGH). Hanno una frequenza non trascurabile di circa 1 su 100.
  • Malattie monogeniche mendeliane: Si stima che circa 1 persona su 50 presenti una variante patogenetica, sebbene nella maggior parte dei casi non si tratti di condizioni gravi ad esordio infantile, ma a manifestazione tardiva.

Per le malformazioni strutturali, cosa siamo in grado di proporre e offrire?

Lo strumento d'elezione è l'Ecografia Morfologica del secondo trimestre. Se eseguita in mani esperte (trattandosi di una metodica fortemente operatore-dipendente) e con apparecchiature ad alta risoluzione (H.R.), consente di identificare circa l'80% delle anomalie maggiori a carico del sistema nervoso centrale, della colonna vertebrale, del distretto cardiaco, del volto, dei reni e dell'apparato scheletrico.

L'esame presenta tuttavia dei limiti fisici intrinseci tecnologici legati a difetti di piccole dimensioni (come i piccoli difetti dei setti cardiaci, le anomalie delle falangi o la palatoschisi isolata). Inoltre, l'ecografia non può evidenziare le anomalie a carattere evolutivo tardivo, che si sviluppano solo nelle fasi avanzate del terzo trimestre o dopo la nascita.


Confronto clinico: dove risiedono i vantaggi e i limiti di Test Combinato e NIPT?

Il Test Combinato rappresenta il livello minimo standard internazionale. Il NIPT (DNA fetale) agisce come un super-test di screening specifico, offrendo una sensibilità superiore al 99% per la Trisomia 21. Tuttavia, studi scientifici recenti (2020) evidenziano un importante bilancio comparativo:

  • ● Limiti del Test Combinato: Mostra una minore sensibilità specifica, potendo fallire il riconoscimento in una quota minore di casi di Trisomia 21, 13 e 18. Ha tuttavia il vantaggio clinico di coprire uno spettro di anomalie cromosomiche complessive più ampio rispetto al DNA fetale base.
  • ● Limiti del NIPT: Può generare errori o falsi positivi sulle patologie rare dei cromosomi sessuali e non rileva le CNV (microdelezioni) patogenetiche. Inoltre, nel computo reale va considerato il tasso di fallimento tecnico del test per frazione fetale insufficiente nel sangue materno. Includendo questi parametri, i due test di screening mostrano tassi di falsi positivi vicini (3% per il Test Combinato vs 2.5% per il NIPT).

In sintesi, qualora la coppia richieda una certezza diagnostica assoluta del 100% per l'intero assetto cromosomico, è necessario indirizzare il percorso verso le tecniche di diagnosi invasiva (villocentesi o amniocentesi).


Se desideri ricevere una consulenza informativa completa sui percorsi di diagnosi prenatale o eseguire i test di screening e monitoraggio ecografico strutturale della gravidanza, puoi richiedere un appuntamento specialistico presso il mio studio di Bologna.





sabato 9 maggio 2020

COVID-19 ( nuovoCoronavirus ) e GRAVIDANZA. aggiornamento (COVID 19 (new CORONAVIRUS) and PREGNANCY. UPDATES)


COVID 19 (new CORONAVIRUS) and PREGNANCY. UPDATES


L’Italia è il 2’ paese al mondo per cause di COVID, e l’Emilia/Romagna è la 2’regione in Italia per cause di Covid. 
Sono stati pubblicati nuovi lavori e nuovi documenti intorno sull’argomento e vale la pena di segnalare le “ LINEE GUIDA” seguite dal Royal College( Londra ) per quanto riguarda la “ GESTIONE dell’INFEZIONE da COVID 19 in GRAVIDNZA. Fondamentalmente il quadro può essere riassunto in questo modo: ad ora “NON  c’è alcuna notizia che ci sia alcun IMPATTO ne’ sulla MADRE ne’ sul FETO
Abbiamo solo esperienza di una ventina di casi d’INFEZIONE nel mondo è si tratta di infezioni avvenute solo nel 3’ TRIMESTRE di GRAVIDANZA , e quindi ha avuto probabilmente una breve durata ( CORONAVIRUS ( Covid 19 ) INFECTION in PREGNANCY.  In linea di massima, queste gravidanze sono decorse regolarmente, NON c’è stato nessun caso di TRASMISSIONE VERTICALE.  Sembra essere, vogliamo sottolineare, un’INFEZIONE che colpisce molto poco le DONNE , soprattutto “ giovani “ e dei bambini.

D) come sono avvenuti i parti in queste donne finora esaminate? 

R) La maggior parte dei pari in queste donne sono avvenuti attraverso un TAGLIO CESAREO,  e non è chiara la motivazione di questa scelta , né’ se il Taglio Cesareo possa influire o meno sulla TRASMISSIONE VERTICALE, anche se presumibilmente è stata motivata dalla condizione di salute di queste  pazienti che avevano probabilmente sviluppato una patologia broncopolmonare. Il consenso attuale è che :  il PARTO VAGINALE  in queste pazienti NON È CONTROINDICATO.
 È da segnalare che per gli Specialisti Ostetrici non sembra esserci nulla in più da fare per questo tipo di pazienti che per qualsiasi altre . Il problema principale per Noi Ostetrici è; la PREVENZIONE dell’INFEZIONE. Noi ormai sappiamo che questo è un VIRUS ESTREMAMENTE CONTAGIOSO, molto più contagioso del virus dell’Influenza, fortunatamente meno contagioso di EBOLA, però ha un ALTO LIVELLO di INFETTIVITÀ.


D) qual è la via principale di infezione?  

R) Sembrano essere le secrezioni dell’albero respiratorio, emesse  dagli individui affetti, tramite goccioline, che sono particelle di discrete dimensioni( DROPLETS ) ma anche tramite AEROSOL ( particelle di dimensioni infinitesimali, al di sotto di un micron ) disperse  all’interno dell’aria.
 

D) come verrebbe l’infezione?   

R) Verrebbe per INALAZIONE , sarebbe anche molto probabilmente molto  per CONTATTO: È stato dimostrato che questo virus può stare sulle “superfici”liscie , anche per “molte ore”(!!) , forse anche per qualche giorno(!!) e che quindi poi si siano toccate con  le mani le “superfici infette “ e successivamente con le  mani , la bocca e il naso. Gli OCCHI sembrano rappresentare anch’essi un porta d’entrata di quest’infezione e Quindi la raccomandazione generale è di PRESTARE estrema ATTENZIONE  quando ci si trova di fronte a qualcuno affetto o potenzialmente affetto da questa patologia o anche in generale quando ci si toccano gli OCCHI  in qualche modO.



.
Il Virus COVID19  è stato trovato in alcuni individui anche nelle FECI e anche , nelle SECREZIONI VAGINALI(!) ; possibile  quindi anche una trasmissione per via oro- fecale. È Infezione e quindi estremamente contagiosa e quindi c’e preoccupazione per gli Operatori gestiscono questi pazienti. In Cina , il tasso d’infezione è stato elevato, del 15%. In Italia Tasso è molto più basso intorno al 5% probabilmente perché anche abbiamo imparato dai Cinesi. Dire comunque che il tasso di “ fatalità è piuttosto basso ( 0.3% )
Non c’è pertanto grosso motivo di preoccupazione per gli operatori giovani: se si ha più di cinquant’anni E soprattutto se ci sono delle co- morbilità, soprattutto  “l’ipertensione”, allora c’è ragione di essere abbastanza preoccupati.  PROTEGGERSI è importante. Le infezioni che avvengono all’interno di ospedali e tra gli operatori, comporta  la conseguenza che questi operatori vengono allontanati dai luoghi di lavoro e quindi impoveriscono fortemente la manodopera degli ospedali e delle strutture , in un momento in cui si è in estremo bisogno. È da ricordare fondamentalmente l’importanza dei Dispositivi di Protezione Individuale ( DPI ), problematica che esiste molto nel mondo sia dell’industria che delle “malattie infettive”.







D) quali sono le RACCOMANDAZIONI su come ci si deve proteggere nei confronti di un caso “ sospetto o confermato da Covid  ?       

R ) - situazione di 1’ LIVELLO , quando : ci si può mantenere MINIMO  a distanza da 1 METRO da 1 caso sospetto o confermato, e in questo caso, al 1’livello, NON sarebbe necessario NESSUN DPI( dispositivo di protezione). Ci sono buone evidenze che dimostrano che una persona che TOSSISCE, “esala in un raggio di circa 60 cm”, per cui , teoricamente , se ci si trova A PIÙ di 1 metro di distanza, NON CI SONO RISCHI PARTICOLARI.    Il 2’ LIVELLO riguarda tutte le situazioni in cui Noi ci avviciniamo ad un caso sospetto o confermato a MENO di 1 metro SENZA PERÒ che ci sia una SIGNIFICATIVA PRODUZIONE di AEROSOL, cioè tutte le volte che Noi ci avviciniamo ad una paziente che respira in aria-ambiente( AA ) per fare una valutazione dei parametri, ma anche per fare una VISITA OSTETRICA,  un’ECOGRAFIA,  o anche per ASSISTERE ad un PARTO VAGINALE



.  

D) quali sono i DPI RACCOMANDATI in questi casi ?    

R)  - 1 COPRICAPO , 1 PROTEZIONE degli OCCHI con una VISIERA o con OCCHIALI MEDICALI o con uno SCUDO FACCIALE e 1 MASCHERINA di tipo CHIRURGICO.
 Inoltre, certamente dei GUANTI sterili o non ( dipende dall’esame che viene fatto ) , e un CAMICE che può essere IMPERMEABILE a MANICA LUNGA( chirurgico/ non chirurgico) in ragione del tipo di intervento che si deve fare; importante, ovviamente , anche l’uso di GAMBALI.   
D) cosa dire riguardo alla PROTEZIONE degli OCCHI?    

R)  la protezione degli OCCHI è MOLTO IMPORTANTE , in quanto gli occhi sono una PORTA di ENTRATA dell’INFEZIONE  molto SIGNIFICATIVA .Quindi dovremmo essere sempre protetti quando ci avviciniamo a queste pazienti, o con una VISIERA di PLASTICA  applicata alla mascherina, meglio sarebbe ancora con degli OCCHIALI ; chiaramente il livello più alto di protezione è quando usiamo uno SCUDO FACCIALE.


D) Cosa dire riguardo alle mascherine?    

R)  la MASCHERINA CHIRURGICA è uno strumento di protezione soprattutto in senso UNIDIREZIONALE,cioè  protegge gli ALTRI , in quanto è in grado di CONTENERE le goccioline di saliva ed in parte anche l’aerosol che Noi emettiamo , quindi l’applicazione fondamentale della mascherina chirurgica è sulla paziente che è affetta o che si presume che abbia l’infezione. Per quello CHE RIGUARDA NOI OPERATORI,  è  SI un livello di protezione, ma NON COSÌ FORTE COME SI POTREBBE PENSARE, in quanto tale mascherina è abbastanza “ larga “ sul viso, e quindi PROTEGGE dalle goccioline che ci arrivano contro, però, se c’è dell’aerosol, Noi respiriamo al di sotto e al di sopra e pertanto NON CI PROTEGGE dall’AEROSOL, per proteggere dal quale ci vuole una MASCHERINA FILTRANTE( vengono dette FP2-FP2)   che è una PROTEZIONE BIDIREZIONALE perché FILTRA l’aria e quindi protegge ANCHE dall’AEROSOL.
Tale mascherina “ sigilla “ praticamente l’APERTURA delle VIE RESPIRATORIE.
D) cosa dire a proposito dell’efficacia e dell’indicazione all’uso delle mascherine di protezione?     

R)  le mascherine FILTRANTI vengono definite sulla base dell’EFFICACIA della loro FILTRAZIONE : gli standard europei usano il termine FFP ( Filtring Facial Peece ) e vengono definite sulla base del fatto che RIESCONO a FILTRARE , le FFP2 almeno il 92% delle micro-particelle, e le FFP3 un po’ di più ma non c’è una grande differenza , che filtrano fino al 95-99% , da usare fondamentalmente nelle situazioni a MAGGIOR RISCHIO, come per esempio nella PROTEZIONE di 3’ LIVELLO.

D) quando viene impiegata tale PROTEZIONE di 3’ LIVELLO?   

R) quando è presente solo  una SIGNIFICATIVA produzione di AEROSOL, cioè: - là NEBULIZZAZIONE del VIRUS avviene anche QUANDO PARLIAMO, TOSSIAMO , ma importante, diventa ALTAMENTE SIGNIFICATIVA in alcune situazioni particolari, come quando somministriamo OSSIGENO, anche a basso volume, quando facciamo MANOVRE INVASIVE sulle VIE AEREE , come un’INTUBAZIONE o una RIANIMAZIONE CARDIO-POLMONARE .

D) cosa dire sulla VESTIZIONE intesa come PROTEZIONE?   

R)  bisogna prestare attenzione in quanto la SVESTIZIONE è ugualmente IMPORTANTE ; nel momento in cui si assiste una paziente, i DPI sono una RISERVA di VIRUS, per cui, se li togliamo SENZA FARE ATTENZIONE, spargeremo il virus in TUTTO IL CORPO, quindi avere molta attenzione e cautela, toccandoli SOLO nella PARTE INTERNA, usando anche un DOPPIO GUANTO, con la RIMOZIONE dell’ULTIMO GUANTO( il primo, cioè il più profondo ), SOLO DOPO che è stato rimosso TUTTO il RESTO ; infine ci si LAVANO ATTENTAMENTE le MANI.


D) molto importante, infine, cosa possiamo dire sulla TRASMISSIONE MADRE- BAMBINO durante la gravidanza o l’allattamento. ?     

R)  ad oggi, numerosi studi dimostrano l’ASSENZA o un BASSISSIMO rischio della TRASMISSIONE VERTICALE madre-bambino durante la GRAVIDANZA o in ALLATTAMENTO : addirittura si suggerisce il “ possibile EFFETTO PROTETTIVO ,sui neonati , degli ANTICORPI MATERNI trasmessi attraverso il LATTE;sono comunque in corso studi di conferma a tale riguardo.

lunedì 13 aprile 2020

DIAGNOSI ECOGRAFICA PRECOCISSIMA (12-14 SETTIMANE DI GESTAZIONE) COMBINATA ( trans addominale/transvaginale ad Alta Risoluzione: H.R.) delle MALFORMAZIONI FETALI: l'Ecografia "MORFOGENETICA ESTESA".

PERFORMANCE of DETAILED FIRST TRIMESTER FETAL ANATOMY (12-14wk)  with VERY HIGH RESOLUTION ULTRASOUND SCAN

D)  come si esamina l’ANATOMIA del FETO nel I trimestre?    

R)  da alcuni anni abbiamo iniziato a studiare l’anatomia precoce  del feto (12-14 settimana)  in maniera più dettagliata, sia per un aumento delle nostre conoscenze/capacità dell’operatore esperto  ( know how ) , sia per l’ausilio di macchine ecografiche decisamente più performanti dal pto di vista tecnologico.

Sappiamo che ALCUNE  anomalie strutturali( malformazioni) sono SEMPRE  diagnosticabili a quell’epoca , altre NON  sono assolutamente diagnosticabili “per una questione di sviluppo”, altre potrebbero essere diagnosticabili e dipendono da una serie di fattori : - CAPACITÀ dell’Operatore( ESPERTO)  -  dall’obiettivo dello studio -  dalla QUALITÀ (alta fascia ) dell’apparecchiatura usata( 2D-3D-4D& Color Doppler  ad Alta Risoluzione H.R. )   - dalla presenza o meno di “spie ecografiche” di patologia (MARKERS  ). - dalla evoluzione che una determinata anomalia può avere nel tempo, in quanto , ad.esempio : alcune anomalie tendono a PEGGIORARE nel tempo,  altre tendono a RISOLVERSI( es. rigurgito della valvola tricuspide ); analogamente , formazioni cistiche addominali fetali  di piccole entità nel I trimestre di gravidanza, spesso nel II trimestre, non si osservano più.
Ecco che quindi il Nostro atteggiamento nel I TRIMESTRE (a differenza del secondo trimestre e ci riferiamo all’ECOGRAFIA  MORFOLOGICA della  20º settimana ), è un atteggiamento significativamente più “ soft “ perché sappiamo che nella maggior parte dei casi, quello è un dato che tenderà “ a regredire “.  Pertanto andiamo sempre cauti, quando c’imbattiamo in situazioni PATOLOGICHE o apparentemente patologiche  nel I trimestre , non avendo ancora grandissime casistiche a disposizione e  anche familiarità con questo esame.  

D) qual è la METODOLOGIA  che si usa quando si fa un ESAME ULTRASONOGRAFICO nel I trimestre di gravidanza?


R ) bisogna esaminare il feto in “ maniera sistematica , facendo una “ spazzolata “, essendo il feto,a quest’epoca di gravidanza, di piccolissime dimensioni , abbiamo l’opportunità di vedere tutte le STRUTTURE ANATOMICHE FETALI .



Si passa poi ad esaminare “distretto per distretto “: 1) il CERVELLO FETALE , con la FALCE MEDIANA  e  i 2 PLESSI CORIODEI , e poi, posteriormente la FOSSA CRANICA POSTERIORE e all fine abbiamo un’immagine abbastanza dettagliata delle strutture all’interno del cranio a quest’epoca di gravidanza.
Immagine ecografica di DILATAZIONE  dei VENTRICOLI CEREBRALI LATERALI (Ventricolomegalia)





Successivamente, molto importante è attualmente molto studiata la FOSSA CRANICA POSTERIORE in scansione “sagittale”( longitudinale), la stessa che viene utilizzata per la “ Translucenza  Nucale “.
Qui, la visualizzazione di 3 spazi: lo spazio “ distale “ è la cosiddetta CISTERNA MAGNA( CM ), lo spazio intermedio è il IV VENTRICOLO o Translucenza Intracranica (IT) e lo spazio prossimale è il TRONCO ENCEFALICO o Brain Stem(BS).
Ecco che , normalmente, nel feto, a quest’epoca di gravidanza, QUESTI 3 SPAZI  devono essere TUTTI e 3 PRESENTI e ben EVIDENTI. Quando invece dei 3 spazi,  SE NE TROVANO 2  e lo “ spazio relativo al Brain Stem(BS) è aumentato di spessore”  a discapito dell’altro spazio, la possibilità che possa ASSOCIARSI con una SPINA BIFIDA APERTA, questo dato è estremamente ELEVATO e significativo e questo dato è stato successivamente confermato (R.Chaoui )



Vogliamo invece mettere in evidenza casi in cui , sempre a livello di FOSSA CRANICA POSTERIORE(FCP)  , correlavano con PATOLOGIE CISTICHE della FCP e con anomalie cromosomiche; in questo caso gli spazi sono SEMPRE 2 , solo che ad avere un’aumentato spessore, NON È PIÙ il TRONCO ENCEFALICO(BS), ma è lo spazio distale, la distanza tra BS ed OCCIPITE, laddove c’è il complesso IV Ventricolo-Cisterna Magna





PROFILO: differenza tra RETROMICROGNAZIA ( foto a SX) E VISO NORMALE (foto a dx)


 Andiamo ora a valutare il VISO FETALE a 12-14 settimane.   -PROFILO/ ORBITE con i 2 CRISTALLINI



 Andiamo a vedere le 2 ORBITE e i CRISTALLINI
 Esiste anche la possibilità , utilizzando alcuni parametri ecografici sofisticati , tra cui il TRIANGOLO RETRONASALE e il cosiddetto GAP MASCELLARE , c’è la possibilità di identificare e visualizzare un numero significativo di LABIOPALATOSCHSI: sicuramente, in base alla nostra esperienza, il parametro più sensibile da questo punto di vista è il TRIANGOLO RETRONASALE : abbiamo visto, dai vari  studi  che quasi tutte le “ LABIOPALATOSCHISI “ sono state evidenziate attraverso l’utilizzo del TRIANGOLO RETRONASALE, laddove il GAP MASCELLARE e’ risultato sensibile  solo nei casi delle patologie del PALATO, in cui il “ CLEFT( difetto ) era MEDIANO, ma NON  nelle patologie unilaterali del palato.



Affrontiamo ora il TORACE FETALE..... e in particolare il 💔 CUORE :         

D)  quanto è accurata l’ECOCARDIOGRAFIA PRECOCE ?   

R) è chiaro che non andiamo a studiare il “ 💔 CUORE”a 8-9 settimane per una questione di dimensioni, soprattutto, però andiamo a vedere che possibilità abbiamo tra 12 e  14 settimane  di  poter sospettare o diagnosticare le CARDIOPATIE MAGGIORI.



Noi ormai sappiamo che il Rischio di Cardiopatie fetali aumenta con l’AUMENTARE dello SPESSORE della TRANSLUCENZA FETALE ( N.T ) e , quando l’N.T. è > al 99 percentile, si suggerisce di eseguire un’ECOCARDIO già nel I trimestre di gravidanza



Ci sono, oltre alla N.T.,  altri parametri( markers )  che vengono utilizzati nel I trimestre che AUMENTANO il RISCHIO di CARDIOPATIE CONGENITE e sono : - reverse flow nel Dotto Venoso  - rigurgito della Valvola Tricuspide   - una A.Succlavia aberrante .



Andiamo  a questo punto a vedere cosa accade quando esaminiamo un 4 CAMERE del CUORE FETALE. Tra tutti i marcatori possibili ed immaginabili di cardiopatie , la 4 CAMERE ANOMALA ha una sensibilità del 50% , ma rispetto a tutti gli altri marcatori, ha un’ALTISSIMA SPECIFICITÀ( basso rischio di falsi positivi )
Ecco che quindi associando una 4 CAMERE  agli altri marcatori sopra menzionati, arriviamo ad una “ detection rate “ del 75%. A questo punto, ottenendo ecograficamente un’immagine 4 camere adeguate e di interpretarla, avremo un dato ESTREMAMENTE IMPORTANTE per lo screening delle CARDIOPATIE nel I TRIMESTREdi gravidanza.         Invece , per quanto riguardo il dato riguardo all’ ECOCARDIOGRAFIA FETALE PRECOCE(12-14 wk) con Operatori Esperti , viene riportata un’accuratezza ( sensibilità) dell’80-85%.



D). Come ottenere “ adeguate scansioni del CUORE FETALE nel primo trimestre dì gravidanza?    

R) Vogliamo a questo punto partire da un “ settaggio adeguato e soprattutto da un “ settaggio del COLORE”: partiamo da una scansione delle 4 camere in cui si vede il “ situs”, i campi polmonari, e poi , facendo uno sweep( spazzolata) si passa dalle 4 CAMERE  agli “ ASSI LUNGHI “ , INCROCIO  e 3 VASI  ( A.polmonare, Aorta, Vena cava )



Noi reputiamo che , nel I Trimestre, quando si studia il “ cuore “, la scansione più difficile da ottenere sono gli ASSI LUNGHI, fondamentalmente l’ASSE LUNGO di SINISTRA, più difficile da ottenere ma soprattutto da “ interpretare”, mentre le 4 CAMERE e i 3 VASI specialmente, nel I Trimestre , è una scansione decisamente più semplice , anche rispetto al II Trimestre; è un po’ difficile da interpretare però.   

D) cosa devo vedere quando ottengo un ASSE LUNGO di SINISTRA ?     

R)  devo vedere la CONTINUITÀ SETTO-AORTICA fondamentalmente, e che nasca un vaso,chiaramente , e che abbia le caratteristiche dell’AORTA e che la VALVOLA AORTICA sia una valvola normale, e che si apra e che si chiuda.   Subito dopo, si passa all’ASSE LUNGO di DESTRA (venir fuori in blue da destra ) ; mentre si vede l’asse lungo di destra, è quasi automatico vedere subito dopo l’INCROCIO (crossover)  e poi si arriva sui 3 vasi.   

D) cosa è importante in questo caso?    

R)  è importante vedere che ci sia l’incrocio ma fondamentalmente che DAL VENTRICOLO DESTRO nasca un vaso che INCROCI l’AORTA: è il cosiddetto CROSSOVER ( X sign o V sign )






Passiamo ora all’ADDOME FETALE    

D) cosa dobbiamo vedere fondamentalmente?     

R)   prima di tutto:   l’nserzione del CORDONE OMBELICALE, poi lo STOMACO , poi passare a vedere i 2 RENI, che sono più ecogenici di quelli che si vedono in 20’settimana, se abbiamo qualche dubbio, andiamo a vedere le 2 ARTERIE RENALI col Colore.  
Passiamo quindi alla VESCICA, che a 12-13 settimane deve essere inferiore a 7mm: se misura tra 7 e 15mm, bisogna assumere un’atteggiamento molto prudente, perché esiste la possibilità del 20-25%. che sia associata ad ANOMALIE CROMOSOMICHE , anche se nel 90% dei casi assistiamo ad una sua “ risoluzione spontanea “. Se invece il diametro longitudinale della vescica e’ superiore a 15mm, è meno associata a cromosomipatie, ma non c’è risoluzione spontanea.       Nella valutazione della PARETE ADDOMINALE,  vogliamo segnalare la presenza di un’eventuale ONFALOCELE (mancata chiusura dell’addome e Conseguente fuoriuscita attraverso un’apertura a livello ombelicale di uno o più organi addominali( intestino, fegato ) le cui dimensioni sono inversamente proporzionale al rischio di Anomalie Cromosomiche.
 Infine per quanto riguarda gli ARTI fetali, possiamo dire che è più FACILE VEDERE gli arti  a quest’epoca che non nel II o IIItrimestre: si vedono bene  anche le DITA proprio per la quantità di Liquido Amniotico, si possono quindi studiare molto bene a quest’epoca gli ARTI fetali.


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CURRICULUM VITAE, NOTE ED INTERESSI

Nato a Bologna, si è laureato in Medicina e Chirurgia e quindi specializzato in Ginecologia ed Ostetricia presso l'Università di Bologna con il massimo dei voti.
Durante il periodo di formazione specialistica, ha compiuto studi riguardanti L'ENDOCRINOLOGIA GINECOLOGICA, ed in particolare modo l'interpretazione dei dosaggi ormonali basali e sotto stimolo, unitamente alla diagnostica clinico strumentale nella sterilità di coppia.
A completamento delle conoscenze in ambito ginecologico, ha quindi intrapreso studi di Psicosessuologia effettuando il Corso di Sessuologia Clinica dell'Università di Bologna, diretto dal Prof. G. Rifelli partecipando a workshop di training interdisciplinare al fine di acquisire capacità clinico-gestionali nell'ambito di un Counseling Sessuologico individuale e di coppia.
Si è successivamente interessato allo studio dei marcatori biochimici nella diagnosi dell' endometriosi pelvica.
Ha quindi avviato un lungo trial ecografico per la diagnosi precoce e per la stadiazione preoperatoria del carcinoma endometriale, unitamente ad uno studio riguardante la diagnosi ecografica precoce della gravidanza extra uterina , studio compiuto in collaborazione con noti autori Statunitensi.
È membro di varie Societá scientifiche: SIEOG (Soc. Italiana di Ecog. Ostetrico Ginecologica), SIC ( Soc. Italiana Contraccezione), SIS (Soc. Italiana Sessuologia).
É membro della FONCAM (forza operativa contro il carcinoma mammario) ed ha conseguito il Diploma di Ecografia Senologica presso la scuola di Senologia di Orta San Giulio ( Prof. Veronesi) dopo aver acquisito una vasta esperienza clinico-ecografica in ambito clinico universitario.
È coautore di numerosi lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali. Ha recentemente partecipato a studi di ricerca nell'ambito della Medicina Prenatale, riguardanti in particolar modo la diagnosi ecografica precoce di alcune malformazioni fetali e l'uso dei marcatori bio molecolari di recente introduzione, nella predizione della Preclampsia materna, in collaborazione con noti autori Giapponesi.
E' stato altresì collaboratore diretto dal 1990 al 2000 del Prof. Bovicelli, Pioniere della Fisiopatologia Prenatale e Direttore della Clinica Ostetrica dell'Università di Bologna.
Sta partecipando a studi ecografici trans vaginali riguardanti i difetti della cicatrice dopo taglio cesareo, ed in particolar modo la correlazione tra numero di tagli cesarei, dimensione del difetto, sintomatologia clinica e complicanze.








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DR Maurizio Bevini

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SEDE PROFESSIONALE Ricevo nell' ambulatorio in Via Mezzofanti 38, 40137 Bologna. E' possibile prendere appuntamenti al numero telefonico 051- 6230011 o al numero 051-6230339, oppure scrivendo all'indirizzo di posta elettronica a maurizio.bevini@gmail.com

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