This is default featured slide 1 title

Go to Blogger edit html and find these sentences.Now replace these sentences with your own descriptions.This theme is Bloggerized by Lasantha Bandara - Premiumbloggertemplates.com.

This is default featured slide 2 title

Go to Blogger edit html and find these sentences.Now replace these sentences with your own descriptions.This theme is Bloggerized by Lasantha Bandara - Premiumbloggertemplates.com.

This is default featured slide 3 title

Go to Blogger edit html and find these sentences.Now replace these sentences with your own descriptions.This theme is Bloggerized by Lasantha Bandara - Premiumbloggertemplates.com.

This is default featured slide 4 title

Go to Blogger edit html and find these sentences.Now replace these sentences with your own descriptions.This theme is Bloggerized by Lasantha Bandara - Premiumbloggertemplates.com.

This is default featured slide 5 title

Go to Blogger edit html and find these sentences.Now replace these sentences with your own descriptions.This theme is Bloggerized by Lasantha Bandara - Premiumbloggertemplates.com.

lunedì 24 novembre 2014

FOCUS su : FITOTERAPIA e GRAVIDANZA

Focus on Herbal Medicine and Pregnancy

Noi sappiamo, che , l'uso di varie piante medicinali, se utilizzare correttamente, possono ridurre un certo numero di " disturbi minori " legati allo stato gravidico. Studi di ricerca effettuati in Europa , Usa e Australia, hanno evidenziato un uso in gravidanza di prodotti " FITOTERAPICI " tra il 10 e il 50%. Indicazioni valide all'uso fitoterapico, sono rappresentate a condizioni cliniche difficilmente e Mal trattabili con i farmaci convenzionali: - Nausea mattutina , dispepsie aspecifiche (difficoltà digestive, bruciori allo stomaco, stitichezza, stati di raffreddamento e di affaticamento). Sono però , data la situazione" delicata" della paziente gravida , necessari studi scientifici riguardanti la sicurezza e l'efficacia dei principi attivi estratti dalle piante. E'ormai dimostrato che spesso tali sostanze vegetali sono "clinicamente corrispondenti a quelle sintetiche delle specialità medicinali convenzionali, e quindi , con i medesimi effetti collaterali (side-effects)  ed eventuali controindicazioni di questi , non trascurando neppure il sommarsi di interazioni in caso d'uso di entrambi, durante la gestazione, che ne " amplifica" la potenza.

DOMANDA: quali sono i principali FITOTERAPICI che possono essere adoperati durante la gravidanza ?  
RISPOSTA:
 Uno delle principali piante utilizzate, è lo ZENZERO: esso è la radice di una pianta delle Zinziberacee, usate in medicina fin dai tempi antichi; scientificamente dimostrata è la sua efficacia sulla " nausea e sul vomito gravidico, nel 1'trimestre, somministrato in compresse o in sciroppo, ad un dosaggio massimo di 1 gr/die ( per evitare side/effects ) a dosi superiori .
Passiamo ora all'ECHINACEA, pianta già in antichità usata come immunostimolante ( > difese immunitarie) , dimostratasi molto efficace nel trattamento degli stati di raffreddamento, influenzali e delle infezioni respiratorie del tratto superiore (naso/ gola / faringe ). Da studi recenti di ricerca eseguiti in. USA, si è' dimostrata l'assenza di effetti " teratogeni"( malformazioni fetali ) in gravidanza, di tale pianta, raccomandandone una particolare cautela durante il periodo dell'allattamento. Sono disponibili 2 tipi di preparati: estratti alcolici ottenuti dall'Echinacea pallida (purpurea) e preparati (succhi ) ottenuti dalle zone fresche dell'Echinacea medesima .
 Ricordiamo quindi l ' HYPERICUM  perforatum , detto anche erba di San John, molto conosciuto, noto per il suo ruolo terapeutico nelle forme " depressive lievi", nella Sd. premestruale, e in menopausa. Se ne conoscono purtroppo vari side/effects( effetti collaterali ) di tale erba: fenomeni allergici, fotosensibilità( allergia alla luce solare ) disturbi gastrointestinali vari e aspecifici , astenia (stanchezza ) nonché' disturbi maniacali ( distonie dell'umore ) e fenomeni tossico- irritativi sui nervi (Neuropatia tossica ). Gli studi di ricerca più recenti , ci autorizzano a poter far uso di HYPERICUM Perforatum , sotto controllo specialistico, nelle " gravide che soffrono di grossi SBALZI dell'UMORE , o che han già avuto ,nelle precedenti gravidanze, episodi di " Depressione post-partum .  Se ne deduce, che l'uso di tale pianta, possa ridurre certi disturbi depressivi in gravidanza e nel post-partum. Passiamo ora alle : FOGLIE di LAMPONE, meglio conosciute come Rasperry Leaf , vengono assunte dalle gravide nel 3'trimestre per la loro potenziale capacità di di aumentare il tono della muscolatura dell'utero prima  del parto, permettendo d'indurre valide " contrazioni    e meno dolorose , e quindi riducendo la durata del " Travaglio di parto.  Per completezza informativa , vogliamo infine ricordare una pianta , nota anch'essa , per i loro effetti curativi ;
la Camomilla (ad azione antispastica e antiinfiammatoria blanda, come fiori di camomilla) che , a dosaggi di 1-2 tazze/die , non più di 2 minuti in infusione perché altrimenti ha effetto spastico (contrario), non provocano sicuramente effetti collaterali.

DOMANDA: Si conoscono prodotti fitoterapici ( piante ) " non indicati " in gravidanza ?

RISPOSTA:
fondamentalmente segnaliamo 2 piante:  la prima è la VALERIANA , pianta utilizzata  in varie parti europee ed asiatiche , usata già nell'antichità , sia per il suo effetto antispastico e spasmolitico a livello urinario , anche se attualmente viene comunemente utilizzata come " blando sedativo" e leggero induttore del sonno, non indicata in gravidanza .  Per ultima vogliamo ricordare il " Mirtillo Rosso (Cranberry, sia succo che polvere),evita l'adesione dei batteri (sopratt E.Coli) a livello della parete vescicale , usato frequentemente e con successo nella " prevenzione e trattamento di Infezioni delle vie urinarie, soprattutto nelle ricadute ( forme recidivanti ) . L'uso in periodo gestazionale (gravidanza ) non è' ampiamente confermata (sicurezza d'uso ).
Concludendo : bisogna quindi porre molta attenzione all'uso di piante senza consiglio medico , per  evitare  importanti collaterali, in particolar modo " durante la gravidanza ".

No all'utilizzo del propoli per rischio sanguinamenti (usato x sue proprietà antinfiammatorie e IMMUNOSTIMOLANTI per  la gola), no a tutte le tinture madri per il loro contenuto alcolico (danni fetali legati all'alcol ), tranne il " macerato glicerico (gemmi derivato) che, pero', avendo un alto contenuto di zuccheri, può dare problemi nel diabete gestazionale.
Poi ridurre il contenuto di prezzemolo, l'uso eccessivo di Prezzemolo che contiene " APIOLO", può indurre contrazioni e quindi indurre l'aborto.
Un'erba particolare chiamata " Capsella bursa pastoris", già in passato utilizzata per fermare le emorragie post-partum, viene attualmente utilizzata nel trattamento delle epistassi ricorrenti (sanguinamenti dal naso )
Gia' in gravidanza e successivamente in allattamento,è da menzionare la Galega Officinalis, pianta leguminosa indicata x stimolare l'allattamento (esiste in sciroppo (Lactogal)  assieme ad altre erbe officinali.
In caso di congestione nasale (raffreddore) al posto dei vasocostrittori " tassativamente  vietati in gravidanza e allattamento ) si possono utilizzare " fito estratti a base di malva, aloe, mirra e acqua di mare , amamelide( astringente) e Niaouly (olio gomenolato) che liberano il naso liberamente senza effetto " rebound"(rimbalzo ) reperibili in Farmacia. Per la tosse in gravidanza , sia secca che produttiva, sono consigliati preparati a base di Grindelia, Piantaggine ed Elicriso, per le loro proprietà espettoranti . In caso di raucedine, si usa, anche durante la gestazione , l' ERISIMO ( tipica pianta dei " cantanti lirici " ). Per ultimo, da studi di Ricerca recente, in caso di bruciori, acidità di stomaco, reflusso gastrico-esofageo, meteorismo, esiste un prodotto erboristico a base di alcuni minerali naturali quali il Limestone, Nahcolite, assieme al bicarbonato di sodio, che a differenza degli inibitori di pompa (che, bloccando la produzione di ac.Cloridrico, inibiscono quindi  la produzione del fattore intrinseco, fondamentale per l'assorbimento della Vit.B12  IN GRAVIDANZA). Da non dimenticare, per il loro effetto antispasticatico e antimeteorico, Finocchio, Anice e Cumino , tranquillamente utilizzabili in periodo gravidico.  Al fine di stimolare l'appetito e come ricostituente, al posto di Gynseng, e del Fieno Greco (contente efedrina, vasocostrittore), si può utilizzare il Germe di Grano, reperibile in perle (farmacia/erboristeria) o in negozi di Agricoltura biologica.
Segnaliamo inoltre, per il suo effetto rilassante e distensivo, il TIGLIO  e la MELISSA/ PASSIFLORA, utilizzabili preferibilmente in tisane, in gravidanza.  Infine, per il trattamento della Stipsi( stitichezza) in gravidanza, si possono utilizzare " microclismi" a base di Miele, Malva e Camomilla, che inducono dolcemente l'evacuazione, evitando l'utilizzo della glicerina, irritante a livello ano-rettale.

Malva 

 Capsella bursa pastoris

Galega Officinalis
collaborazione della drssa E. Colli



lunedì 17 novembre 2014

Focus su:una nuova mutazione genetica in grado di predire il rischio di cancro al seno nelle donne giovani

(Focus on: A new genetic mutation that can predict the risk of getting breast cancer in women of young age)

IL tumore al seno rimane un " BIG KiLLER" oggigiorno, causa tutt'ora del 16% delle morti per cause oncologiche (tumorali ). Addirittura, in questi ultimi anni, abbiamo osservato un incremento dell'incidenza , in particolar modo tra le donne giovani ( 30-50 anni di età' ) e anche nelle over 70.  Da una ricerca Internazionale effettuata in questi anni , é emersa la scoperta di una " mutazione genetica (PALB2), che incrementa il rischio di Ca.al seno, in maniera proporzionale nelle donne in meno e post/menopausa, identificando, quindi con maggior certezza, la predisposizione di ammalarsi di tale neoplasia.
Quale sarebbe l'importanza di questa scoperta?
Che le donne sotto i 40anni, che presentano varianti del gene PALB2, hanno un rischio 8-9 volte superiore a quello della popolazione generale.
 Tale rischio , nelle donne portatrici della mutazione, corrisponde al 14% verso i 50a, salendo poi al 35% nelle donne over70. Tali risultati sono stati ottenuti dopo un analisi il rischio di K.mammario in 362 donne appartenenti a 154 famiglie portatrici di " mutazioni nel gene PALB2.  In particolare, si è evidenziato che rispetto alla popolazione generale e di uguale eta': le donne con PALB2 mutato, presentano un rischio da 6 a 8 volte maggiore ( nella fascia di età tra 40 e 60) . Nel caso di Cancro al seno, MAI trascurare la " familiarità ": in questo studio di ricerca le donne con mutazione  PALB2 e provenienti da famiglie senza familiarità' x tumore al seno, il rischio di malattia si attesta intorno al 33%( a 70aa ) , laddove quelle provenienti da famiglie con 2 o più parenti di 1'grado affette in età precoce ( sotto i 50aa) , tale valore di rischio " sale al 58%"!!  Concludiamo dicendo che tali risultati sono significativi al fine di QUANTIFICARE IL RISCHIO DI SVILUPPARE IL CA. alla mammella, nelle donne di età' medio- giovane e in post-menopausa , pazienti che necessiteranno pertanto di " un monitoraggio attento e continuo "

lunedì 3 novembre 2014

Role of 3- and 2dimensional transvaginal ultrasound(. 3D- 2D ) with power Doppler and gel infusion ( GIS ) for malignancy findings in menopausal bleeding women (il ruolo dell' ecografia ad alta risoluzione 2D-3D con l'ausilio del PowerDoppler e infusione di gel in cavità mediante catetere endouterino sterile nella diagnosi del K. endometriale)

The diagnostic recognition of  "endometrial  cancer " based on 2D and 3D evaluation with P.D( power Doppler ) and gel infusion sonography (GIS ) in a cohort of post-menopausal bleeding women , HAVE shown that :  - presence of specific endometrial pattern( thicknes >5mm )   - >>BMI ( increased body mass index )   - abrupt endo/myometryal junction     - vascular pattern score and blood vessels branching pattern   - echogenicity    - presence of " bright edge    - midline echo    - presence of fluido in endometrial cavity , enable as reliable diagnostic tools. Conclusions :  Endometrial thickness measurement, with a cut-off value of 15mm, performed " best" for predicting endometrial malignancy with 89.7% sensitivity , and remains a very reliable criterion for endometrial cancer risk assessment in postmenopausal bleeding women.

martedì 14 ottobre 2014

FOCUS SU: STRESS E GINECOLOGIA (focus on: stress and gynaecology)

É oramai confermato che le reazioni psico-emotive coinvolgono le funzioni neuroendocrine e in particolar modo le funzioni riproduttive, e questo comporta una nuova interpretazione della fisiopatologia dei disturbi ginecologici, della sessualità e della gravidanza.

DOMANDA 1:
quale è l'impatto degli stressors psico-emotivi sulle funzioni neuroendocrine e riproduttive?

RISPOSTA:
Sappiamo di certo che stress psico-fisici o emozionali possono attivare l'asse neuroendocrino ipotalamo-ipofisi-surrene. In particolar modo si ritiene che eventi stressogeni (stressors) "desincronizzano" il ritmo del cortisolo, ormone corticosurrenalico, con conseguenze inibenti su altri ritmi e circuiti che esso controlla.

DOMANDA 2:
Come agisce lo stress sul sistema riproduttivo in genere?

RISPOSTA:
Si sa che il CORTICOTROPHIN Releasing Hormone (CRH - ormone prodotto sotto stress a livello ipotalamico), altera gli assi neuroendocrini attraverso modificazioni sulla produzione di gonadotropine, che sono ormoni agenti sulle gonadi (genitali femminili), secreti dalle cellule basofile dell' Adeinoipofisi, e del sistema oppioide, come già riportato in precedenti articoli pubblicati.

DOMANDA 3:
Quali sono e come avvengono le ripercussioni sul sistema riproduttivo?


RISPOSTA:
Nelle donne in età fertile, livelli alterati di LH (ormone luteinizzante prodotto a livello ipofisario), determinano anovulazione (non ovulazione) e amenorrea (assenza di flusso); noto é il caso delle atlete ove, sia per la diminuzione ponderale (peso) che per l'impegno psicofisico delle gare, si assiste spesso ad assenza mestruale o a ritardata comparsa della prima mestruazione (menarca).
Conosciuto é inoltre l'effetto dell'evento stressante sulla prolattina (PRL- vedi struttura foto), classico ormone ipofisario stress-dipendente: basta anche la semplice puntura dell'ago durante il prelievo venoso per innalzarlo, dando una iper-prolattinemia (IPERPRL) stress indotta; ne conosciamo comunque svariate cause di altro genere in grado di indurre una iperprolattinemia (funzionale, da farmaci, da cause organiche, etc

Struttura chimica Prolattina (PRL)

DOMANDA 4:
Ci sarebbe un rapporto diretto tra stress ed infertilità?

RISPOSTA :
Vari studi osservazionali di ricerca hanno dimostrato quanto e come gli "stressors" riducano i successi riproduttivi: ogni evento stressante attiva direttamente il sistema Adrenergico (surrene) che induce la liberazione di due neurotrasmettitori:
1- Adrenalina
2- Noradrenalina
Gli organi genitali femminili interni possiedono i recettori per tali sostanze ormonali che, se stimolati, possono interferire con il trasporto dei gameti (ovocita, spermatozoo) lungo la tube (di Fallopio) e compromettere il flusso sanguigno a livello uterino, interferendo negativamente sulla fecondazione e sul mantenimento dell'omeostasi gravidica.

DOMANDA 5:
Come avverrebbe il condizionamento di comparsa e ricorrenza di certe patologie ginecolologiche in presenza di fattore stressogeni?

RISPOSTA:
E' stato recentemente dimostrato che le donne con vulvovaginiti da Candida Albicans (micosi/funghi) ricorrenti, risultano essere le più vulnerabili allo stress: studi di ricerca recente, hanno evidenziato la presenza di un brusco innalzamento del cortisolo (secreto dal corticosurrene) nella saliva di queste donne, nel momento del risveglio mattutino: il cortisolo è induttore di immunodepressione.
E' stato evidenziato anche da lavori recentemente pubblicati, quanto la presenza di stati depressivi o ansioso-depressivi ricorrenti o cronicizzati, possano essere fattori scatenanti "dolore pelvico" in questa fascia di donne psico-fragili. Noi sappiamo infatti quanto lo stress emotivo possa peggiorare un dolore pelvico preesistente o addirittura indurlo, in seguito ad una "contrattura involontaria dei muscoli pelvici", e tale interferenza di ridotto adattamento agli stimoli dolorosi, pare essere certamente associato anche alle modificazioni della biochimica della serotonina e delle endorfine.


ormone Cortisolo

DOMANDA 6:
Come avverrebbe tale meccanismo ormone-dipendente di regolazione sulle funzioni vegetative(indipendenti dalla volontà)?

RISPOSTA:

E' stato dimostrato che la caduta degli estrogeni (oestrogen breakdown), determina riduzione dei livelli di serotonina, che giustificherebbe la comparsa di "stati depressivi" di molte donne in periodo climaterico (pre-menopausale); la concomitante presenza di episodi distimici e stressogeni rappresentano fattori di rischio aggravante tale stato, anche se in fase di compenso o di controllo apparente fino a qual momento.
Inoltre la serotonina è un potente regolatore delle funzioni neurovegetative e a livello gastrointestinale. Ne deriva che la sua carenza entra a far parte di varie sindromi psico-neuroendocrine, quali la sindrome premestruale (PMS), caratterizzata da sbalzi di umore o disforia, ritenzione idrica, aumento di peso, gonfiore addominale, colon irritabile(spastico).
Infine emergono segnalazioni sufficienti per poter affermare come l'esposizione a fattori stress-inducenti, sia una della cause importanti e riconosciute di calo(deficit) del desiderio sessuale, frigidità, vaginismo, impotenza (deficit erettile ed eiaculazione precoce nell'uomo). Vogliamo quindi concludere affermando che: le valenze emotive ed affettive in ambito ginecologico sono fattori molto potenti ed importanti. Osserviamo peraltro, sempre con maggiore frequenza, quanto le disfunzioni sia organiche che funzionali vengano influenzate e penalizzate dagli "eventi e dagli stili di vita" personale di ogni donna. Occorre quindi molta sensibilità nel saper cogliere la sofferenza e la richiesta di aiuto che si nasconde dietro al sintomo(disturbo) cercando di affrontare il disagio e le eventuali disfunzioni patologiche nella sfera fisio-psico-biologica femminile (in toto).
Risulta inoltre sempre più evidente come l'interpretazione dei processi adattativi (neuro-psico-biologici) disfunzionali stress-correlati, dia il via ad un nuovo chiarimento e trattamento della fisiopatologia dei disturbi ginecologici, della sfera sessuale e del momento gestazionale (gravidanza) tenendo sempre presente che il punto cruciale e di svolta sta nel riconoscere che la "reazione da stress" tende a permanere anche quando l'organismo non ne viene temporaneamente interessato in maniera evidente; ciò comporta la cronicizzazione di vari disturbi e patologie varie, incluse quelle in ambito ginecologico.







domenica 28 settembre 2014

TO ASSESS THE IMPACT OF CIGARETTE SMOKING ON FIRST TRIMESTER EMBRYONIC GROWTH RATE.....a prospective observational study of pregnant women...........

Objectives (obiettivi ):  to assess the impact of cigarette smoking on first trimester embryonic growth rate, a prospective observational STUDY of pregnant women with a smoking history (YES or NO ) between 2006 and 2012. During the initial visit, each woman underwent a transvaginal ultrasound ( TVS ) to assess the viability of the pregnancy. The gestation at the initial scan was based on menstrual dates. The women included in the  study,had more than one TVS to make comparison in CRL( crown-rump length) between 2 ore more scans with a CRL of > 5.6mm,  ;when gestational age by menstrual dates was more than 14days than that on TVS, the ultrasound gestational age has been used. The results show that the effect of smoking over the " growth rate of CRL( crown-rump length ) was not  significant with a p-value of 0.08 in the multi variate linear mixed model. In conclusion: " the association between smoking history and embryonic growth rate in the first trimester of pregnancy is probably " weak ". It seams that the measurable effects of SMOKING on the embryo, begin, however,beyond that of the first trimester. 

mercoledì 17 settembre 2014

LO SVILUPPO PRENATALE:FASE EMBRIONALE E FETALE ( Prenatal development: embryonic and fetal stage)

La cellula uovo fecondata si divide più volte nel suo percorso prima di annidarsi nella mucosa che riveste la cavità dell'utero. Qui le cellule continuano a dividersi e cominciano a specializzarsi, per poi formare in un secondo momento tutti i tessuti e gli organi. Trascorse appena 4 settimane, l'embrione ha già un cuore, un apparato visivo e 4 abbozzi che daranno origine agli arti. Dopo 8 settimane la differenziazione degli organi è praticamente conclusa. Fino a qual momento il feto viene denominato embrione.


LO SVILUPPO PRENATALE

Circa 30 ore dopo la fecondazione il microscopico ovulo inizia a suddividersi.
Se la cellula uovo si divide completamente, nasceranno gemelli.
Di solito si sviluppa però un solo nucleo. Questo discende lungo la tuba fino all'utero, dividendosi al contempo più volte prima di impiantarsi nella mucosa dell'utero il sesto giorno. Da quel momento, la gravidanza dura circa 266 giorni.








L'embrione in crescita è circondato da membrane fetali all'interno dell'utero e nuota nel liquido amniotico. Riceve il nutrimento grazie alla circolazione sanguigna materna attraverso il cordone ombelicale e la placenta. Dopo 4 settimane l'embrione misura circa 4 millimetri. Fino al termine dell'ottava settimana crescerà fino a 3 centimetri, arrivando a pesare ben 4 grammi. A questo punto tutti gli organi si sono già formati.
Da questo momento in poi il bambino in formazione non farà altro che crescere e maturare e d'ora in avanti sarà definito con il termine di "feto".





Dalla 13° alla 14° settimana:
iniziano i primi movimenti coordinati, che però la madre non è ancora in grado di percepire. La testa relativamente grande si rivolge verso l'alto, gli arti inferiori sono già ben sviluppati e cominciano a crescere le unghie dei piedini.

Dalla 15° alla 16° settimana:
ora il feto misura circa 15 centimetri di lunghezza e pesa circa 200 grammi.
Il sesso è riconoscibile dall'immagine dell'ecografia e lo scheletro si staglia perfettamente nelle radiografie.
Nel fegato inizia la formazione del suo sangue. i feti di sesso femminile mostrano lo sviluppo delle ovaie.

Il tubo neurale si chiude a 28 giorni di gravidanza, pertanto dare l'acido folico durante la gestazione, anche iniziale, non serve a niente  per la prevenzione dei "difetti del tubo neurale".

Dalla 17° alla 18° settimana:
il ritmo di crescita ora rallenta un po. Il peso sale a 300 grammi, la pelle è sempre sottile in quanto manca ancora il tessuto adiposo bianco sottocutaneo. Tuttavia comincia già a costituirsi il tessuto adiposo bruno necessario al piccolo organismo per produrre calore. Nei feti di sesso femminile si è sviluppato intanto l'utero. D'ora in avanti le madri che hanno avuta già almeno un bimbo sono in grado di percepire i movimenti del bambino.

Dalla 19° alla 20° settimana:
verso la fine di questo periodo il corpo raggiunge circa 28 centimetri di lunghezza e  450 grammi di peso. Una fine peluria non pigmentata, chiamata anche lanugine, ricopre la testa ed il corpo. Anche le donne non in gravidanza percepiscono adesso i movimenti del bimbo.

Dalla 21° alla 24° settimana:
il peso riprende ad aumentare più sensibilmente. Iniziano a crescere le unghie delle manine e la pelle è ancora rossa.


Dalla 25° alla 28° settimana:
i polmoni adesso sono maturi per la respirazione. Alla 26° settimana il bambino riesce ad aprire gli occhi, il suo peso supera il chilogrammo ed inizia la formazione del sangue.
26° settimana


Dalla 29° alla 32° settimana:
il bambino diventa sempre più sveglio. Il corpo ora misura più di 42 centimetri, ed il peso oscilla tra 1,5-2 chilogrammi. La pelle è rosa e liscia.

domenica 16 marzo 2014

Alexitimia e patologia somatica funzionale nelle donne in età fertile:l'importanza dei fattori predisponenti.(The prevalence of "Alexythimic" characteristics in somatizing women disorders)

Paradossalmente il "corpo" occupa una posizione centrale nella medicina clinica. E' un dato ormai acquisito che i Ricercatori hanno sempre trovato notevoli difficoltà nell'individuare la collocazione più idonea per quelle pazienti affette da sintomi fisici senza una base organica, ma apparentemente connessi con fattori fisiologici.
Lipowski (1988) ci ha fornito, in maniera esaustiva, la definizione corretta di somatizzazione: la tendenza a percepire e comunicare disturbi somatici (corporei), privi però di una sottostante base patologica attribuendoli comunque ad una malattia fisica e ricercando, a tale riguardo, l'"aiuto medico".
Il punto importante di questa definizione è dato dal fatto che la presenza di una responsabilità psichica (somatizzazione) non esclude la possibilità della contemporanea presenza di un disturbo fisico, tanto che, in molti casi, quest'ultimo può coesistere, addirittura a volte favorendo l'insorgenza della somatizzazione stessa.


DOMANDA 1: Quali sono i fattori che spesso si associano allo sviluppo delle somatizzazioni?

RISPOSTA: Sicuramente la presenza di un disturbo emozionale, spesso si accompagna alla "percezione di sensazioni somatiche" (corporee). Per esempio, alcune pazienti ansiose ed ipocondriache (presenza di tratti ansiosi e di eccessiva preoccupazione per la propria salute), hanno un grado di consapevolezza molto più elevato delle loro funzioni corporee, rispetto ad altre pazienti.
Vogliamo sottolineare che una ridotta capacità nel riconoscimento e nella espressione delle proprie emozioni, sembra rappresentare sicuramente un fattore predisponente per lo sviluppo del processo di somatizzazione; tale fenomeno, detto Alexitimia (mancanza di parole per le emozioni), si caratterizza soprattutto per la presenza di una ridotta capacità di espressione delle emozioni.

DOMANDA 2: Cosa si intende per "esperienza corporea"?

RISPOSTA: E' quel complesso di percezioni, convinzioni e capacità, centrate sul corpo inteso sia come "immagine corporea", che come insieme delle sue funzioni.
P. Shilder (1950), pioniere degli studi sull'esperienza corporea, formulò l'idea che sia le malattie organiche che quelle psichiche, inducono entrambe un comune stato di sofferenza: la sofferenza mentale si esprime anche tramite la via somatica (corpo), così come la malattia somatica è capace di generare anche sofferenza mentale.
 Ecco che quindi l'immagine corporea non sarebbe altro che " l'immagine tridimensionale (3D) che ogni individuo possiede di se stesso". (Shilder)

DOMANDA 3: Quali sono a livello del cervello i centri più importanti che partecipano alla regolazione delle funzioni vegetative, a quelle cioè non controllate dalla volontà e dalla consapevolezza?

RISPOSTA:
- sistema limbico: una delle parti filogeneticamente più antiche del cervello, definito anche come "cervello viscerale" (Mac Lean): esso ricopre un ruolo basilare nei meccanismi di attivazione e di manifestazione dell'emozione, sia a livello della reattività affettiva e comportamentale, che riguardo alle modificazioni somatiche (fisiche) e viscerali (organi interni) concomitanti.
- corteccia cerebrale : in particolare in sede frontale e prefrontale.
- ipotalamo: situato alla base del cervello, mediamente al di sopra dell'ipofisi e adiacente alle strutture limbiche. Esso, proprio in virtù della sua posizione anatomica, risulta anch'esso un vero e proprio "cervello viscerale", capace di regolare e integrare la reattività e le trasformazioni viscerali e ghiandolari in risposta agli stimoli ambientali.

DOMANDA 4: Quali sono, nella donna, le principali aree di somatizzazione funzionale?

RISPOSTA:
Ricordiamo che i disturbi somatici funzionali osservabili a livello dell'apparato urogenitale, sono quasi esclusivamente appannaggio del sesso femminile.
Distinguiamo fondamentalmente 2 quadri clinici:
- la sindrome uretrale; qui le pazienti lamentano nella maggior parte dei casi 3 sintomi diversi:
1) disuria (difficoltà ad emettere urina)
2) pollachiuria (aumentata frequenza degli atti minzionali-urinari-)
2) dolore sovra-pubico (al basso ventre); l'andamento di tale disturbo può essere ricorrente, con insorgenza acuta, oppure cronico. Molto spesso dagli esami effettuati emerge la presenza di un fenomeno infettivo (infezione delle vie urinarie): non è pertanto semplice distinguere tra disturbo organico e funzionale (che origina da stimoli emozionali sottostanti), addirittura potendosi verificare la coesistenza di lesione organica (infezione) e di aspetti funzionali (su base emotiva).
Possiamo in tali casi ottenere informazioni adeguate per riconoscere la natura funzionale di un disturbo, esaminando in modo approfondito i tratti di personalità della paziente sia mediante colloquio clinico che con l'ausilio di alcuni test psicologici di personalità (MMPI). Infatti ci risulta, da numerosi studi clinici, che, nelle donne con sindrome uretrale, è frequente la presenza di tratti isterici, ipocondriaci o psicotici, ed in particolare viene rilevata la presenza di "quote di ansia  elevata" nelle pazienti con disturbi urinari funzionali, assenti invece in quelle con disturbi organici, dovuti a fenomeni degenerativi (di usura) della sfera urogenitale.( Psychologic Characteristics of patients whith female urethral syndrome


- dolore pelvico cronico e disturbi del ciclo mestruale: nel 70% delle pazienti che richiedono una consultazione ginecologica per dolori pelvici, viene diagnosticata la presenza di malattie organiche (corporee) a livello del tratto urogenitale, unitamente alla presenza, mediante l'effettuazione di test specifici (MMPI), di valori elevati alle scale nevrotiche e psicotiche. Laddove nelle donne con dolore pelvico cronico (di lunga durata), sarebbe spesso presente un vero e proprio disturbo di conversione, con scale dell'ipocondria e dell'isteria elevate.(The association between chronic pelvic pain, psychiatric diagnosis and childhood sexual abuse). In questo ultimo gruppo di pazienti,viene riferita,da vari Studiosi, la frequente possibilità di una storia clinica di abusi sessuali precoci (sex abuse-incest): esisterebbe pertanto un nesso causale (rapporto di collegamento) tra tali episodi e la comparsa, in età adulta, di tali disturbi somatici, associati anche ad evidenti quote ansiose.
Riguardo ai disturbi del ciclo mestruale, ne valutiamo i vari aspetti di quantità, ritmo e durata, unitamente alle loro modificazioni in rapporto alle eventuali oscillazioni del tono dell'umore. Sarà infine doveroso condurre questa dettagliata esplorazione lungo tutto l'arco della vita fertile della donna, fino alla comparsa del sintomo funzionale (su base emotiva).
Concludiamo, mettendo in evidenza una frequente correlazione temporale tra momento di insorgenza del disturbo e l'impatto con alcuni stress psico-sociali (conflitti coniugali) o episodi depressivi: ciò
permetterà di evitare il ricorso a inutilie dolorosi indagini, soprattutto chirurgiche, la più frequente delle quali viene denominata Laparoscopia (celioscopia).(Assessment and management of women with functional somatic symptoms), (Somatization: Physical symptoms and psychological illness -Oxford, 2000)

domenica 16 febbraio 2014

Quanto incidono l'ansia e la paura nell'amplificazione del dolore da parto?

E' ormai riconosciuto che esiste uno stretto rapporto tra paura e dolore. Secondo la teoria del Professor Read, le sofferenze del parto non sarebbero giustificate da leggi naturali; infatti dato che non esistono attività fisiologiche che provochino veramente dolore, non è facilmente comprensibile l'ammettere che il parto induca una sintomatologia dolorosa intensa o addirittura insostenibile. Ecco che quindi la "paura" è responsabile del fatto che sensazioni dolorose durante il travaglio di parto, caricandosi di un "tono affettivo" particolarmente disturbante, "virino"(shifting) verso un dolore avvertito come decisamente superiore, confermando quindi l'affermazione di Read:"la paura è il grande amplificatore dell'interpretazione degli stimoli". Sono 3 gli step fondamentali della teoria di Read: dolore, paura, tensione, e l'obiettivo base di questo metodo inglese, è pertanto vincere la paura per ottenere, per via naturale, la scomparsa del dolore e quindi dello stato di tensione. Vivendo la paura, anzi attraversandola e non evitandola, si ottiene la scomparsa del dolore (G. Nardone). Occorre altresi pensare che lo stato di paura vada necessariamente affrontato il più presto possibile, fin dall'inizio della gravidanza, con un Training psicologico volto a smantellare eventuali preconcetti e a creare le fondamenta per un sentimento di fiducia; questa psicoprofilassi andrebbe integrata da una serie di lezioni "dedicate", sulla gravidanza e sul parto, volte ad informare, a spiegare, a far partecipe la gestante di ciò che sta avvenendo e che avverrà, riducendo quindi ulteriormente la paura.
In sintesi, la psicoprofilassi riveste una notevole importanza nella preparazione al "parto senza paura", laddove gli esercizi fisici (ginnastica di rinforzamento muscolare) servono a rafforzare il "torchio addominale" mettendo in grado la donna di ottenere una valida decontrazione muscolare (esercizi di Read). In contrasto con la teoria occidentale appena descritta, va ricordato il metodo sovietico che si rifà al celebre fisiologo Pavlov,noto per la sua teoria dei "riflessi condizionati". Secondo Pavlov, il dolore costituisce una particolare forma di attività corticale, sottoposta alle medesime leggi che regolano i riflessi condizionati; ecco che quindi, secondo il metodo russo, la preparazione della gravidanza deve mirare a 2 obiettivi fondamentali:
1) eliminare i riflessi condizionati dolorosi
2) crearne di nuovi che colleghino gli stimoli dovuti alla dinamica uterina, sia alle gradevoli aspettative della maternità, ma anche soprattutto ad attività volontarie; queste ultime hanno la funzione essenziale di far si che la gestante partecipi attivamente al parto, adattando ad esso, momento per momento, le condizioni funzionali del proprio organismo.
E' attraverso la parola che si sostituiscono riflessi condizionati sfavorevoli con quelli favorevoli: è importante a tale riguardo "istruire" le gestanti sui processi fisiologici della gravidanza e del parto per poter "scomporre" il legame parto-dolore e si deve inoltre far loro capire l'importanza di una attiva partecipazione al parto e di apprendere i modelli di comportamento cui attenersi nelle varie fasi del travaglio. Tutto questo rappresenta l'acquisizione di nuovi riflessi condizionati e permette di poter esercitare , in corrispondenza della contrazione uterina (acme), una respirazione corretta che porta sia ad una buona ossigenazione madre-feto che ad un adeguato controllo neuro-muscolare, per poter utilizzare al meglio quelle che noi consideriamo le forze ancillari del parto. Voglio pertanto stimgatizzare che corpo e psiche sono un 'unità inscindibile: è impossibile agire su uno dei due senza toccare anche l'altra; ciò che turba l'anima si riflette anche sul corpo e viceversa se la partoriente riesce ad "aprirsi fisicamente" con gran facilità, lo si noterà anche sul piano psichico. Indubbiamente la paura di soffrire è uno dei motivi principali per cui le donne si bloccano, ma c'è anche la paura inconscia di perdere il controllo di sè (abbandonandosi), lasciandosi andare. Durante il parto, le sole cose da tenere sotto controllo sono la respirazione e i movimenti: tutto il resto vien da se!
Il respiro è la funzione più importante dell'essere umano: la sua assenza per pochi minuti , e la vita si interrompe. E  perchè bisogna imparare a respirare? Perchè, tra le funzioni vegetative, e quindi regolate inconsciamente, essa è inconscia solo in parte ed entro certi limiti la possiamo consapevolmente pilotare.Noi sappiamo che il "distress" quotidiano di ogni giorno influenza le funzioni inconsce ma anche quelle consce (consapevoli) del corpo; da qui ne derivano le cosidette "malattie psico-somatiche": dispepsie gastro-intestinali, cefalee, disturbi cardiaci, astenie psico-fisiche (stanchezza), stato di esaurimento nervoso e di affaticamento in genere, dermatiti (la pelle è lo specchio dell'anima!). Trattasi, quindi, di disturbi funzionali nei quali la respirazione gioca un ruolo importante: una sua alterazione di ritmo e di modalità si riflette negativamente sugli scambi gassosi (equilibrio acido-basico), le cellule ricevono meno ossigeno e il metabolismo s'inceppa.
Come deve essere allora la respirazione corretta che occorre adottare in procinto del parto? Il vecchio sistema di inspirare "pancia in dentro, petto in fuori", è assolutamente non fisiologico: se inspirando, la donna contrae il ventre, i muscoli addominali spingono in alto il contenuto, ed essendo più forti del muscolo diaframma, ne impediscono la sua espansione verso il basso, riducendo nettamente il volume della gabbia toracica.Occorre invece, per una buona respirazione, che durante l'inspirazione, il ventre si espanda leggermente in fuori, spostando un po in avanti gli organi addominali e creando posto al diaframma, che contraendosi, si abbassa mentre, in contemporanea, si assiste al sollevamento della gabbia toracica tramite la contrazione dei muscoli intercostali, lasciando spazio all'espansione dei polmoni. Nell'espirazione, avviene proprio l'opposto: gli intercostali si rilassano, le costole si abbassano, riducendo lo spazio della gabbia toracica e i muscoli addominali, rientrando il ventre, spingono in dentro gli organi, il diaframma si rilassa, incurvandosi verso l'alto e spingendo allora l'aria fuori dai polmoni. Se poi, agganciamo tale respirazione (inspirazione-espirazione) a delle pause non superiori a cinque secondi, ciò comporterebbe effetti molto positivi sul ricambio di ossigeno in tutto il corpo della donna e del feto:contare le pause mentalmente aiuterebbe altresì a rimanere concentrate sulla respirazione e durante il parto distrarrebbe dal dolrore delle contrazioni. Concludiamo ricordando il famoso "detto" di Confucio: "posso dimenticare quel che sento, posso ricordarmi di quel che vedo, ma solo quel che faccio lo posso capire".

mercoledì 22 gennaio 2014

L'assistenza al parto oggi; una gestione integrata:clinica e psicodinamica. (Childbirth today; Integrated management:clinical & psychodynamic)

DOMANDA 1: Come avviene il controllo e la gestione delle gravidanze "presso il termine"?

RISPOSTA: E' ormai nota consuetudine, anche se non giustificata, un'attenta sorveglianza del benessere fetale nell'ultimo periodo della gravidanza fisiologica (normale), a partire dalla 37° settimana in poi. Noi attualmente riteniamo "non adeguato" proporre un programma di controlli strumentali in tali gravidanze "normali" prima della 40-41 settimana. Viene pertanto suggerita una linea di condotta che consiste nell'effettuare una "scrupolosa" valutazione clinica e anamnestica (storia clinica) a 40 settimane compiute, al fine della presa in carico dalla paziente e di eseguire una "stratificazione attuale"del rischio ostetrico: in caso di assenza di tali fattori (basso rischio-low risk pregnancies), si procede ad una valutazione ecografica della quantità di liquido amniotico (massima falda misurabile normale se superiore a 3cm) e ad una cardiotocografia (registrazione computerizzata della frequenza cardiaca fetale) a 41 settimane compiute(40+5/41+1), da ripetere ogni 3-4 giorni. In assenza di anomalie del tracciato e/o della quantità di liquido amniotico (L.A.), la paziente a 41 settimane +4/5 giorni, viene ricoverata per l'induzione del travaglio di parto (previa verifica degli esami ecografici eventualmente prima della 20-22° settimana, al fine di escludere errori di datazione della gravidanza stessa).

DOMANDA 2: Come si effettua la diagnosi di travaglio di parto?

RISPOSTA: E' consuetudine dire che il travaglio presenta sovente una fase prodromica (iniziale) caratterizzata da contrazioni uterine senza evidente dilatazione della cervice uterina (collo uterino). Parliamo invece di travaglio attivo, quando sono presenti contrazioni uterine associate a dilatazione cervicale; s'impone, già in questa fase, un'adeguata sorveglianza delle condizioni fetali, derivandone pertanto la diagnosi corretta di travaglio in atto, un momento importante nell'assistenza al travaglio stesso, al fine di evitarne sotto o sopravalutazioni inadeguate alla condotta ostetrica. Viene considerato pertanto travaglio in fase attiva, allorchè:
- sono presenti contrazioni uterine, avvertite come crampi dolorosi, di durata di almeno 40 secondi, e con una frequenza superiore ad 1 contrazione ogni 10 minuti
- il collo uterino è appianato ( accorciamento >= 80%)
- la dilatazione del collo uterino è maggiore o uguale a 3-5 cm.

DOMANDA 3: Quali sono le tecniche attuali per ridurre il dolore durante il travaglio di parto?

RISPOSTA: Il controllo del dolore in travaglio viene considerato attualmente parte essenziale dell'assistenza ostetrica.
Esistono tecniche del controllo del dolore apprese durante un corso di preparazione al parto (psicoprofilassi ostetrica-ginnastica respiratoria). Dal punto di vista farmacologico, la metodica di elezione è l'anestesia o analgesia epidurale: si tratta di una tecnica che consiste nell'iniettare un analgesico nello spazio epidurale localizzato a livello lombare della colonna vertebrale; in questo punto il tessuto nervoso è rappresentato solo da fibre nervose motorie e della sensibilità, ma non dal
midollo spinale. E' cosi possibile intercettare gli stimoli dolorifici che provengono dalla parte inferiore del corpo, eliminando il dolore provocato dalle contrazioni. Le controindicazioni all'analgesia epidurale non sono molte e riguardano la presenza di alcune malattie preesistenti e alcune complicazioni della gravidanza. Per la procedura, è necessario l'intervento di un anestesista "esperto" che possa sempre essere presente al bisogno; la si inizia a travaglio ben avviato, con contrazioni regolari a dilazione di 3-4 cm.

DOMANDA 4: Viene considerato ancor oggi dalle donne, il dolore da parto, come il problema dei problemi?

RISPOSTA:  Nella maggioranza dei casi il parto é doloroso. Interrogando le donne che hanno partorito, più del 50% di esse riferisce di aver sofferto molto e a lungo. Data la tendenza naturale all' obsolescenza, spesso i ricordi svaniscono è si modificano, in senso migliorativo o peggiorativo e non è detto che corrispondano a quanto realmente accaduto.
Chi ha passato da Ostetrico-Ginecologo tanto tempo nelle sale parto, sa bene che il dolore é un fatto prettamente "personale" e che quindi la sua percezione cambia in rapporto ad una serie di fattori che hanno a che fare più con la componente culturale, la strutturazione psicologica, il condizionamento legato alle differenti capacità percettive di tipo affettivo- emozionale, che ogni donna "elabora" sulla base delle proprie aspettative, del proprio vissuto esperienzale, delle proprie paure.
Ecco che allora, se si considera il dolore come un ' interpretazione "mentale" degli stimoli aggressivi (contrazioni violente, eccessiva rigidità del canale cervicale, travagli lunghi e faticosi) ne deriva che la sofferenza del parto dipende da come la donna avverte gli stimoli afferenti (in entrata) e li "elabora". Possiamo quindi permetterci di considerare il dolore "un nucleo di patologia neurologica circondato da un involucro affettivo" ( C. Flamigni) ove giocano un ruolo importante anche l'ansia, la paura, la sensazione interiore dell'abbandono, un cattivo rapporto con il personale medico. Esiste tutt'ora un dibattito non risolto sull'opportunità di eliminare o comunque di alleviare anche solo parzialmente il dolore da travaglio di parto: non è ancora stato chiarito del tutto se il "ruolo" del dolore sia veramente necessario per costruire il rapporto di genitorialità, insomma il prezzo da pagare per diventare una madre.

mercoledì 11 dicembre 2013

Tumore del seno: prevenzione, diagnosi precoce e rassicurazioni

DOMANDA 1: il cancro alla mammella fa ancora paura. Come poterlo sconfiggere?

RISPOSTA:
La carta vincente per far guarire le donne dal cancro al seno nel 100% dei casi (oggi possiamo arrivare al 85-90%, ma il "gold standard" è arrivare all'azzeramento della mortalità entro il prossimo decennio) è la prevenzione, sia primaria, basata su un corretto stile di vita (life style), sia secondaria basata sugli esami strumentali e qui si intende: diagnosi precoce.


DOMANDA 2: quali sono le abitudini che predispongono all'aumento del rischio?

RISPOSTA:
In primis c'è la cattiva alimentazione (errata) ed il sovrappeso: in generale, come ho già espresso in precedenti articoli, non si deve esagerare con la quantità di cibo introdotto e bisogna dare importanza alla qualità; limitare soprattutto il consumo di origine animale, ridurre l'assunzione di carboidrati (zuccheri) ed evitare completamente gli alcolici. Alcuni recenti studi di coorte hanno messo in evidenza un maggior rischio di ammalarsi per le donne fumatrici ( maggiore/uguale 20 sigarette al giorno)

DOMANDA 3: incide anche la vita sedentaria?

RISPOSTA:
Certamente, come già messo in evidenza in precedenti lavori pubblicati, una camminata a "passo svelto", di 30-40 minuti al giorno è sufficiente a controllare i "picchi insulinemici" (insulina, ormone che permette al'organismo di "bruciare" gli zuccheri) e che quindi, indirettamente, può favorire lo sviluppo tumorale, ma soprattutto, come da lavori precedenti, l'insulina stimola l'ovaio a produrre più ormoni sessuali maschili (androgeni) anch'essi in parte coinvolti nell'induzione e
formazione del cancro mammario.

DOMANDA 4: che dire allo stato attuale sugli esami diagnostici?

RISPOSTA:
In Italia è prevista una mammografia biennale dopo i 50 anni; sarebbe tuttavia conveniente che lo screening preventivo venisse programmato "annualmente" magari dalle donne stesse, a partire dai 40 anni.
Resta comunque confermata l'importanza di una ecografia mammaria "esperta"(competente) a partire dai 30 anni, e comunque, anche ad età inferiori in caso di nodularità  rilevante clinicamente.
Nei casi di familiarità "ad alto rischio" e cioè: mamma, sorelle/zie materne affette da cancro al seno o all'ovaio, l'atteggiamento allo screening preventivo sarà "personalizzato" con controlli seriati e più
ravvicinati, inclusa la possibilità di eseguire una RMN (Risonanza Magnetica).



DOMANDA 5: quale è il ruolo dell' auto-palpazione?

RISPOSTA:
E' fondamentale, in quanto permette fin dalla giovane età (16-18anni) di "conoscere e prendere confidenza" col proprio seno (previo addestramento a questo da parte di personale medico esperto) e quindi è la giovane donna stessa che, nel 40-50% dei casi, riesce ad avvertire a capire (detection) che c'è "qualcosa che non va": anche questa si chiama "diagnosi precoce". Rimane pertanto consolidato e lapalissiano che l'obiettivo primario consiste nell'identificare neoformazioni millimetriche o addirittura "in situ" e quindi non infiltranti e non invasive: questo è ottenibile attualmente solo mediante la mammografia ad alta risoluzione (HR).





Powered by Blogger.

Visualizzazioni totali

Cerca nel blog

Archivio blog

DR Maurizio Bevini

DR Maurizio Bevini
SEDE PROFESSIONALE Ricevo nell' ambulatorio in Via Mezzofanti 38, 40137 Bologna. E' possibile prendere appuntamenti al numero telefonico 051- 6230011 o al numero 051-6230339, oppure scrivendo all'indirizzo di posta elettronica a maurizio.bevini@gmail.com

Subscribe Us

Translate

About us

Proin metus est, dapibus in nibh pharetra, faucibus eleifend dui. Donec elit turpis, interdum luctus auctor vitae, pretium a velit. Phasellus. Proin metus est, dapibus in nibh pharetra, faucibus eleifend dui. Donec elit turpis, interdum luctus auctor vitae, pretium a velit. Phasellus

Whats Hot